IoLavoro, alle Ogr di Torino il lavoro si incontra nel segno della tradizione e dell'innovazione
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Redazione Interno
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Curriculum vitae ben stampati e sguardi carichi di aspettativa, che scrutano gli stand uno dopo l'altro: è questa l'immagine più vivida delle Officine Grandi Riparazioni di Torino, dove si è appena aperta l'edizione numero venti di IoLavoro. L'evento, che nel corso del tempo è divenuto un appuntamento cardine per il mercato occupazionale piemontese, celebra questo traguardo importante con una trasformazione radicale, che ne rinnova il format e le ambizioni. La scelta della nuova sede, abbandonando il Lingotto per approdare in uno spazio storicamente legato al concetto di lavoro e ora restituito alla città con un'anima contemporanea, non è affatto casuale; si propone, piuttosto, di valorizzare ulteriormente quell'incontro, sempre delicato e cruciale, tra le esigenze delle imprese e le competenze di chi un impiego lo cerca attivamente.
Numeri che raccontano una sfida
I dati, d'altronde, parlano con una chiarezza che non ammette repliche: sono più di sessanta le aziende presenti, affiancate da quarantanove agenzie per il lavoro, per un totale di centodiciassette realtà pronte a ricevere i candidati. L'offerta complessiva, che si articola in oltre quattromila posizioni aperte e circa millesettecento annunci pubblicati, dimostra la vitalità di un settore privato che continua a cercare figure specifiche. A fronte di questa ricchezza di opportunità, si sono presentate alle Ogr circa tremilasettecento persone, molte delle quali, con sorpresa, appartenenti a una fascia d'età matura, gli over 50, segno di un mercato che non sempre riesce a valorizzare l'esperienza accumulata. Se da un lato si registra un'autentica esplosione della domanda per profili come i venditori e gli specialisti informatici, dall'altro settori come quello storico e psicologico faticano a trovare uno spazio, evidenziando quella discrepanza tra domanda e offerta che l'evento stesso si prefigge di colmare.
Le istituzioni in campo per il futuro
La rilevanza dell'iniziativa è stata sottolineata dalla visita, durante la seconda giornata, del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e del presidente dell'Inps, Gabriele Fava. La loro presenza, non puramente formale, ha confermato l'attenzione che le istituzioni ripongono in un dialogo costante tra le parti sociali. Il vicepresidente della Regione, Chiorino, ha colto l'occasione per tracciare una linea di lavoro chiara, dichiarando che l'obiettivo è “costruire una visione: un Piemonte che cresce grazie al talento e alla competenza”. Un'affermazione che, al di là della retorica, delinea un percorso concreto dove l'investimento sul capitale umano diventa il perno di uno sviluppo economico duraturo e sostenibile.
Un nuovo inizio per un'appuntamento storico
Il successo di questa edizione, misurato non soltanto nell'affluenza ma nella qualità degli incontri, sembra dunque dare ragione alla scelta di rinnovamento. Il trasferimento alle Ogr, con la sua architettura imponente che unisce la memoria dell'industria a un linguaggio moderno, funziona da potente metafora per la missione di IoLavoro: coniugare la tradizione produttiva del territorio con le esigenze delle nuove generazioni, orientando i percorsi di carriera e facilitando l'ingresso, o il ritorno, in un mondo del lavoro in continua e rapida evoluzione. Si tratta di un'operazione complessa, che richiede un costante adattamento, ma i cui primi frutti sono già visibili in questi due giorni intensi dedicati interamente all'occupazione.




