Italia-Emirati Arabi: un patto da 40 miliardi tra affari e innovazione
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni non ha usato mezzi termini definendo «storica» e «splendida» la pagina delle relazioni tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, inaugurata con la firma di oltre 40 intese per un valore complessivo di 40 miliardi di dollari. L’accordo, siglato durante la prima visita di Stato a Roma del presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, rappresenta un salto di qualità nelle relazioni bilaterali, trasformando una partnership economica già solida in un «partenariato strategico complessivo».
Al centro degli accordi, che hanno visto riunirsi circa 300 operatori economici in un hotel del quartiere Parioli, ci sono settori chiave come l’intelligenza artificiale, i data center, le interconnessioni digitali ed energetiche, le nuove tecnologie, i minerali critici e lo spazio. Un ventaglio di opportunità che punta a sfruttare le capacità di innovazione di entrambi i Paesi, con l’obiettivo di attivare un piano di investimenti da circa 38 miliardi di euro.
Tra i progetti più significativi spicca l’interesse degli Emirati per il nucleare pulito Made in Italy. La startup energetica Newcleo, guidata dal ceo Stefano Buono, ha annunciato un investimento da mezzo miliardo di euro, con il supporto di Enec, la società emiratina che gestisce la centrale nucleare di Barakah. Sebbene Buono non abbia confermato la cifra esatta, l’intenzione è chiara: gli Emirati guardano all’Italia come partner tecnologico per diversificare il proprio mix energetico, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
La visita di Mohamed bin Zayed non è casuale. Arriva due anni dopo il viaggio di Meloni ad Abu Dhabi, nel marzo 2022, e mira a consolidare ulteriormente i rapporti tra i due Paesi. Il business forum, che ha coinvolto 200 operatori economici, è stato l’occasione per discutere non solo di affari, ma anche di cooperazione in settori strategici come la difesa e l’energia.




