Playstation 3 dice addio a Netflix, si chiude una storia cominciata nel 2009
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Una funzionalità, tra le più longeve nel panorama dell'intrattenimento digitale domestico, si appresta a scomparire silenziosamente dalla schermata principale di una console che ha fatto la storia. Dopo diciassette anni di servizio ininterrotto, infatti, l'applicazione di Netflix cesserà di funzionare su Playstation 3 a partire dal prossimo 2 marzo, come confermato dai messaggi di avviso che già compaiono aprendo il software sulla piattaforma Sony. Una fine annunciata senza grandi comunicati ufficiali, ma attraverso una notifica diretta agli utenti, quasi a sigillare privatamente un rapporto durato un'era tecnologica. Quel legame, che trasformò per molti la console da semplice dispositivo per il gaming a vero e proprio hub per la visione di film e serie tv, si interrompe così, lasciando un segmento di pubblico legato a un hardware ormai vetusto ma ancora affezionato.
Un addio che segna il passare del tempo
La decisione, maturata evidentemente nelle stanze dei due colossi coinvolti, suona come l'epilogo inevitabile di un supporto tecnico che aveva già superato ogni più rosea aspettativa. L'integrazione di Netflix su PS3, del resto, ha una storia peculiare: debuttò inizialmente nel 2009, in un'epoca in cui lo streaming era ancora agli albori, attraverso un disco Blu-ray dedicato, per poi evolversi, circa un anno dopo, in un'applicazione nativa e più agile negli Stati Uniti e, successivamente, nel resto del mondo. Un percorso che ha visto la console di Sony accompagnare la crescita esponenziale del servizio in streaming, fungendo da ponte tra l'era del noleggio fisico e quella della distribuzione digitale on demand. La rimozione del supporto, pertanto, non è che l'ultimo atto di un progressivo allontanamento da standard e protocolli obsoleti, in un mercato che corre verso definizioni video sempre più spinte e interfacce aggiornate.
Il contesto di una console ancora attiva
Quel che colpisce, osservando la faccenda, è la persistenza stessa della console, la cui shop digitale rimane per il momento operativa, a dispetto dell'età avanzata. La PS3, sebbene uscita di produzione nel 2017, continua a essere utilizzata da una nicchia di giocatori e, appunto, da chi la impiegava come centro multimediale economico e consolidato. La perdita di Netflix, però, ne erode significativamente una delle utilità residuali più apprezzate, relegandola sempre di più al solo ruolo di macchina per giocare ai titoli della sua vasta libreria, molti dei quali peraltro non retrocompatibili con le console successive. È un cambiamento che tocca le abitudini quotidiane, poiché per anni l'icona rossa dell'app è stata un punto di riferimento fisso sullo schermo XMB della console, un accesso immediato a un catalogo sterminato di contenuti.
Le implicazioni di una scelta tecnologica
La motivazione sottostante, al di là di ogni romanticismo, è di natura squisitamente tecnica ed economica. Mantenere attivo e sicuro il servizio su un'architettura hardware così datata, come quella del Cell Processor di Sony, comporta costi e sforzi di sviluppo che non trovano più una giustificazione commerciale in un parco utenti inevitabilmente ristretto e in contrazione. Gli aggiornamenti di sicurezza, le modifiche agli standard di codifica video e l'evoluzione stessa delle piattaforme di streaming rendono sempre più complesso garantire un'esperienza fluida e senza interruzioni su dispositivi concepiti ormai quasi vent'anni fa. La decisione, quindi, pur rappresentando una piccola discontinuità nella vita di alcuni, si inserisce in un percorso più ampio di ottimizzazione delle risorse, che vede le aziende concentrare gli sforzi sulle piattaforme attuali e su quelle future.




