Yemeniti arruolati nell'esercito russo
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Redazione Esteri
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Secondo un'indagine del Financial Times, le forze armate russe stanno reclutando centinaia di yemeniti per combattere in Ucraina attraverso un'operazione clandestina che mette in evidenza i legami sempre più stretti tra Mosca e gli Houthi. Le reclute, provenienti da un Paese devastato dalla guerra, sono state attirate con promesse di lavoro ben retribuito e l'ottenimento della cittadinanza russa.
Il più classico dei «dimmi con chi vai e ti dirò chi sei» è perfetto per la Russia di Vladimir Putin. Nonostante dalle parti del Cremlino cerchino di negare l'isolamento mondiale a seguito dell'invasione dell'Ucraina, l'elenco di Paesi amici e alleati dello Zar è una rappresentazione più concreta del proverbio. Con la Cina defilata e ben lontana dal supportare la Russia, restano l'Iran degli ayatollah, la Corea del Nord di Kim Yong-Un, la Bielorussia del fidato scendiletto Lukashenko e adesso, a implementare l'asse del male, arrivano i ribelli yemeniti Houthi.
Dopo i nordcoreani, la Russia starebbe ingaggiando anche combattenti yemeniti. Con una grossa differenza, però. Se l’invio di truppe di Pyongyang è il risultato di uno scambio fra il presidente russo, Vladimir Putin e Kim Jong-Un, gli yemeniti vengono attratti con l’inganno. La denuncia arriva dal Financial Times, che è riuscito a entrare in contatto con alcuni di loro e a farsi raccontare come è avvenuto il reclutamento. Mosca usa i soldati come carne da cannone. E il Cremlino è in difficoltà sugli arruolamenti.
Dopo i «volontari» nepalesi e cubani arrivati in Russia per fame e per soldi, dopo i nordcoreani spediti da Kim Jong-un in nome della fratellanza tra dittatori, arrivano gli yemeniti. I miliziani houthi sono gli ultimi in ordine di tempo a finire al fronte ucraino dalla parte sbagliata per combattere una guerra non loro. La notizia suggerisce tre considerazioni.




