Roma-Milan, Cafu: "Partita da scudetto, Gasperini fa cose strepitose"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vigilia del big match all'Olimpico è stata marcata, oltre che dalle note diramazioni tattiche, dalle parole di un doppio ex che quelle maglie le ha vestite con straordinaria intensità. Marcos Cafu, leggendario terzino di Roma e Milan, ha infatti dipinto la sfida delle 20:45 come un confronto dal respiro altissimo, sostenendo senza esitazione che si tratti di "una gara da scudetto". Secondo il brasiliano, sebbene l'Inter si confermi una compagine di primissimo piano, la collocazione in zona Champions di entrambe le formazioni impone loro di ambire al massimo. Le sue considerazioni, offrendo una prospettiva privilegiata da chi ha calcato quei campi da protagonista, aggiungono ulteriore prestigio a un posticipo già carico di significato. Una partita, quella di stasera, che non vale solamente tre punti ma potrebbe rivelarsi un termometro attendibile per misurare le reali ambizioni delle due società.

I convocati giallorossi e l'assenza di Rensch

Dall'analisi strategica si passa alla concretezza della lista dei convocati, che per la Roma presenta alcune significative assenze. Gian Piero Gasperini, il cui lavoro è stato elogiato da Cafu con la frase "quando lo lasciano lavorare fa cose strepitose", non potrà infatti contare su diversi elementi. Oltre agli infortunati di lungo corso come Hermoso, El Shaarawy e Dovbyk, ai quali si aggiunge la defezione per squalifica di Angeliño, l'ultimo guaio ha colpito il difensore olandese Rensch. Una contusione al ginocchio sinistro, riportata negli ultimi allenamenti, ha costretto il giocatore a saltare la partita, privando il tecnico di un'opzione importante per il reparto arretrato. Qualcuno, però, arriva: dopo il periodo di recupero tornano a disposizione il centrale Gianluca Mancini e il centrocampista scozzese Ferguson, mentre vede la prima chiamata in prima squadra il giovane Lorenzo Venturino, appena acquistato dal Genoa.

Il punto di vista di Cafu su Milan, Allegri e Theo Hernandez

Nella sua intervista, Cafu non si è limitato a parlare della gara imminente ma ha spaziato, toccando con la consueta schiettezza anche altri temi caldi. Ha espresso, ad esempio, una convinzione granitica nella forza del "suo" Milan storico, affermando che quella squadra vincerebbe la Champions League anche nel calcio attuale. Un parallelo, questo, che sottintende un giudizio sull'evoluzione del gioco ma anche sulla capacità di quei campioni di imporsi in qualsiasi epoca. Il discorso è poi scivolato, inevitabilmente, sul presente rossonero e in particolare sulla figura di Theo Hernandez, lasciato partire verso nuovi lidi. "Chissà che avrebbe fatto con Allegri...", si è chiesto il brasiliano, in una riflessione che, pur senza approfondire, lascia intravedere un'opinione sullo stile di gioco del tecnico livornese e su come il fantasista francese vi si sarebbe potuto adattare o scontrare.

La posta in palio all'Olimpico

Tutto converge, dunque, verso l'Olimpico e i novanta minuti che decideranno l'esito di questa ventiduesima giornata. La partita, che come ricorda Cafu ha il sapore di uno scontro per la Champions League, rappresenta un banco di prova cruciale per le ambizioni delle due compagini. Da una parte una Roma che, nonostante gli infortuni, cerca di consolidare il proprio percorso sotto la guida di Gasperini; dall'altra un Milan che vuole dimostrare di poter lottare fino in fondo, onorando anche il ricordo delle glorie passate evocate dal loro ex campione. Una serata dove il fattore campo, la regia di alcuni uomini chiave e la capacità degli allenatori di gestire le assenze forzate potrebbero fare la differenza, scrivendo una pagina importante di questo campionato.

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