Roma, la Lega e i manifesti sul decreto sicurezza: il Campidoglio li fa rimuovere per "stereotipi razzisti"
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Redazione Interno
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Non sono bastati i vandalismi subiti da ignoti a placare la polemica sui manifesti che la Lega aveva affisso a Roma per promuovere il decreto sicurezza. Ora, a decretarne la rimozione è stato il Campidoglio, che li ha giudicati "contrari alle norme sui contenuti etici della pubblicità", accusandoli di veicolare stereotipi lesivi della dignità individuale. Una decisione che ha scatenato la reazione dei salviniani, già orgogliosi delle misure varate con il provvedimento – dal contrasto alle occupazioni abusive alla repressione dei furti nei trasporti – e ora indignati per quello che considerano un atto di censura.
Tra gli slogan contestati, spiccavano frasi come «Occupi una casa? Ti buttiamo fuori in 24 ore» e «Scippi in metro? Ora finisci in galera senza scuse», accompagnate da immagini generate dall’intelligenza artificiale, tra cui quella di una donna scortata da un poliziotto. Contenuti che, secondo l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, oltrepassano i limiti del lecito, sfociando in una rappresentazione discriminatoria. La replica della Lega non si è fatta attendere: il partito, che aveva definito quei cartelli una semplice "campagna informativa", accusa il Comune di aver agito per motivi ideologici, soffocando il dibattito su temi considerati prioritari dall’elettorato.




