Pieve Emanuele: protesta contro i disservizi della linea s13
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Redazione Interno
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L’onda di malcontento che attraversa i territori del sud Milano, già manifestatasi nei giorni scorsi con la mobilitazione di 14 sindaci a Noviglio per denunciare i disservizi del trasporto pubblico su gomma, ha trovato un nuovo epicentro a Pieve Emanuele. Qui, infatti, si è concentrata la protesta contro i problemi della linea ferroviaria s13, che collega Pavia e il suo hinterland a Milano. Un presidio organizzato alla stazione locale ha visto la partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni vicine, uniti nel chiedere interventi urgenti per migliorare un servizio considerato inadeguato.
La linea s13, da tempo al centro di critiche per ritardi, cancellazioni e sovraffollamento, è diventata il simbolo di un sistema ferroviario regionale che fatica a rispondere alle esigenze dei pendolari. A ciò si aggiunge il contesto più ampio di tensioni nel settore dei trasporti, con i sindacati che hanno proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore per il 6 maggio. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, uniti nella protesta, chiedono il rinnovo del contratto collettivo nazionale delle attività ferroviarie, scaduto il 31 dicembre 2023. Nonostante alcuni progressi nelle trattative, le distanze tra le parti rimangono significative, alimentando un clima di frustrazione tra i lavoratori.
Intanto, il malessere nel settore dei trasporti non si limita alle ferrovie. Nelle scorse ore, lo sciopero indetto dai Cobas per il rinnovo del contratto nel trasporto pubblico ha registrato un’adesione particolarmente alta, con picchi del 75% tra il personale viaggiante in alcune città, come La Spezia. Una partecipazione massiccia, che secondo i sindacati riflette il profondo disagio di una categoria costretta a fare i conti con condizioni di lavoro spesso insostenibili e retribuzioni insufficienti.
A Brescia, ad esempio, l’adesione allo sciopero è stata stimata oltre il 70%, con una lunga fila di autobus fermi nei depositi al termine della fascia di garanzia. Molti conducenti, lasciati i mezzi, hanno partecipato a un presidio di protesta davanti ai cancelli, sottolineando come il malcontento sia ormai diffuso e radicato.




