L'amica geniale, la morte del protagonista sconvolge il pubblico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Nella puntata de "L'Amica Geniale" di lunedì 2 dicembre, il pubblico di Rai Uno assisterà a un dramma incredibile: l'amato protagonista della serie tv lascerà definitivamente il suo personaggio. Il quarto e ultimo capitolo de "L'Amica Geniale" era tra gli eventi più attesi di quest'anno. A distanza di diversi mesi dalla messa in onda dello scorso finale di stagione, infatti, l'amatissima serie tv – tratta dagli omonimi romanzi di Elena Ferrante – è ritornata in onda con episodi meravigliosi, che hanno già fatto chiaramente intendere quanto questa ultima edizione sia la più imperdibile di sempre.
È andata in onda ieri, lunedì 25 novembre, la terza puntata della fiction "L'Amica Geniale 4 - Storia della bambina perduta" su Rai 1 con due episodi particolarmente intensi, intitolati rispettivamente "La frattura" e "L'imbroglio". Tutti i dettagli della serie tratta dai libri di Elena Ferrante raccontano le vite di Lila Cerullo ed Elena Greco detta Lenù, amiche per la pelle cresciute in un rione di Napoli. È impresa impossibile, nell'universo creato da Elena Ferrante per "L'Amica Geniale", non discutere per ore sulle scelte, le parole, i tormenti dei personaggi che ne compongono l'affresco, perché ognuno di quelli tratteggiati dall'autrice meriterebbe un approfondimento se non psicologico quanto meno televisivo a se stante.
Non solo Lila e Lenù (che nell'ultimo capitolo della saga televisiva "Storia della bambina perduta", in onda ogni lunedì su Rai Uno, sono interpretate da Irene Maiorino e Alba Rohrwacher) ma anche Franco Mari, Nino Sarratore, Enzo Scanno compongono questo enorme quadro di vite e di anime che hanno reso "L'Amica Geniale" il successo globale quale in effetti è. Irene Maiorino, è la fine la più importante. Il vero nervo dell’intervista lo tocchiamo a intervista conclusa, quando Irene Maiorino ci ripensa e mi invia un messaggio: «La verità è che Lila non si può spiegare», mi scrive. «E io nel tentativo di farlo, seppure al meglio, ogni volta sento di tradirla. E mi fa male. Un po’ come forse si sarà sentita Elena Ferrante quando ha deciso di scrivere di lei dopo averle promesso che non l’avrebbe mai fatto».




