Napoli, il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo accoltellato a Montesanto: indagini sulla pista di una lite tra ragazzi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo episodio di violenza ha scosso il centro storico di Napoli, dove nel primo pomeriggio di lunedì Francesco Bianco, diciottenne figlio minore della nota influencer Rita De Crescenzo, è stato vittima di un'aggressione con un'arma da taglio. Il giovane, accompagnato da un amico, si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale Pellegrini, situato nel cuore della Pignasecca, con una ferita piuttosto netta a una gamba, alla quale si aggiungevano alcune lesioni di minore entità ai fianchi e a un gluteo. I sanitari, dopo averlo medicato e aver constatato che le sue condizioni non destavano particolare preoccupazione, lo hanno dimesso con una prognosi di sette giorni, scongiurando così conseguenze più gravi per il ragazzo, che pure era finito nel mirino di un aggressore armato di coltello -1-4-7.

L'episodio, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe avvenuto nella zona di Montesanto, ha immediatamente attivato le procedure del protocollo per il codice rosso, portando gli agenti del commissariato Montecalvario e della Squadra mobile sul luogo dell'accaduto e successivamente in ospedale per ascoltare la vittima. Il diciottenne, tuttavia, di fronte agli investigatori ha opposto un muro di reticenza, trincerandosi dietro una serie di “non ricordo” e limitandosi a un vago e poco credibile riferimento a un generico incidente, un atteggiamento che ha inevitabilmente complicato l'avvio delle indagini, costringendo gli inquirenti a cercare riscontri altrove -1-10.

Il silenzio del ragazzo e le immagini della videosorveglianza

La scarsa collaborazione mostrata da Francesco Bianco, una scelta che di fatto ha privato gli inquirenti della sua versione dei fatti, ha spostato il baricentro dell'inchiesta su altri elementi. Gli investigatori, in queste ore, stanno setacciando meticolosamente i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private, installate nella zona di Montesanto e lungo il tragitto che il ragazzo potrebbe aver compiuto prima di raggiungere l'ospedale. L'obiettivo è quello di ricostruire la dinamica precisa dell'aggressione, identificare l'aggressore o gli aggressori e comprendere se si sia trattato di un agguato premeditato oppure, come sembra emergere da alcune indiscrezioni, di una lite scoppiata per futili motivi tra giovanissimi, forse per uno sguardo di troppo o un banale screzio -4-9.

Le tensioni tra gruppi di giovani nei vicoli

Parallelamente all'analisi delle immagini, l'attenzione degli investigatori si è concentrata sul clima di tensione che da tempo caratterizza alcune aree del centro antico, in particolare quelle dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia. Non è un mistero, per chi conosce le dinamiche della città, che tra gruppi di adolescenti e post-adolescenti di questi rioni esista una sorta di faida latente, fatta di sguardi di sfida e provocazioni che talvolta degenerano in veri e propri scontri fisici. Già a dicembre, del resto, in piazza Carolina si era verificato un agguato che aveva portato all'arresto di sette ragazzi, tre dei quali minorenni, e solo tre settimane fa, sempre in un contesto analogo, un ventiduenne di nome Ciro Basile era rimasto ferito da colpi d'arma da fuoco -3.

La pista del figlio d'arte e un passato già complicato

Proprio in questo contesto di fibrillazione continua, gli investigatori starebbero valutando con attenzione l'ipotesi che il responsabile del ferimento possa essere un coetaneo della vittima, a sua volta figlio di un esponente di spicco della criminalità organizzata, in particolare di un clan egemone nell'area della cosiddetta Parrocchiella ai Quartieri Spagnoli. Il giovane sospettato, secondo quanto trapela da fonti investigative, si sarebbe già reso irreperibile dopo l'accaduto, un comportamento che, se confermato, non farebbe che alimentare i sospetti a suo carico. La vicenda, inoltre, riporta alla luce un passato già complesso per Francesco Bianco, che nel 2024 era stato rintracciato dopo essersi allontanato per mesi da una casa famiglia in cui era stato inserito dai servizi sociali, un episodio che all'epoca aveva scatenato la dura reazione pubblica della madre, la quale sui social aveva aspramente criticato l'operato di magistrati e assistenti sociali -6-7.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.