Rinnovo contratto per i dirigenti del terziario, 800 euro in più in busta paga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Oltre trentaduemila dirigenti, che operano in più di diecimila imprese aderenti a Confcommercio, vedranno il proprio stipendio mensile aumentare di ottocento euro a partire dal prossimo gennaio. L’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, che riguarda il settore del terziario, della distribuzione e dei servizi, è stata siglata con notevole anticipo rispetto alla scadenza naturale del precedente accordo, fissata per la fine del 2025, in un’ottica di garantire quella stabilità necessaria alle relazioni industriali. Un gesto, questo, che assume un significato particolare, poiché arriva “prima del tempo e soprattutto nel tempo giusto”, come ha sottolineato Marco Ballarè, Presidente di Manageritalia, definendolo una scelta di responsabilità e di visione concreta, finalizzata a rafforzare il ruolo della contrattazione e a porre l’accento sulla qualità del lavoro.

I dettagli dell'accordo

L’intesa, che è stata formalizzata il 5 novembre e che andrà a regolare il rapporto di lavoro dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2028, si distingue non solo per il consistente incremento economico, il quale si traduce in un sostanzioso miglioramento del potere d'acquisto per una fascia professionale di alto livello, ma anche per il messaggio di continuità che invia al sistema produttivo. La firma, giunta con largo anticipo, evita infatti il periodo di incertezza che solitamente accompagna le trattative in scadenza, assicurando a entrambe le parti, imprese e dirigenti, un quadro normativo ed economico definito per i prossimi tre anni.

Le dichiarazioni dei protagonisti

“È una scelta di responsabilità e visione: serve a garantire stabilità e prospettiva sia per i dirigenti che per le imprese”, ha affermato Ballarè, il quale ha voluto rimarcare come l’accordo rappresenti un passo importante per le relazioni sindacali moderne. A queste considerazioni si è unita la voce di Monica Nolo, Vicepresidente di Manageritalia e Capo delegazione, la quale ha osservato che il rinnovo “non solo riconosce il lavoro dei dirigenti, ma guarda avanti”, indicando nella previsione di un futuro più stabile uno degli elementi cardine dell’intesa raggiunta.

Un rinnovo che guarda al futuro

L’operazione, nel suo complesso, va ben oltre la mera erogazione di un beneficio economico, per quanto significativo, configurandosi piuttosto come un atto di lungimiranza. La volontà di anticipare i tempi, di chiudere positivamente una trattativa delicata senza tensioni o conflitti, delinea un modello di dialogo tra le parti sociali che punta alla concretezza e alla programmazione. Questo approccio, che mette al centro la qualità del lavoro e delle relazioni, fornisce una base solida per affrontare il triennio contrattuale in un settore, come quello del terziario, che riveste un’importanza fondamentale per l’economia nazionale.

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