La Russia avverte la Nato: difenderemo Kaliningrad con tutto il nostro arsenale
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Redazione Esteri
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L'ambasciata russa in Belgio, che cura i rapporti diplomatici tra Mosca e l'Alleanza Atlantica, ha inviato un documento informale al segretariato internazionale della Nato e al ministero degli Esteri belga per protestare contro quella che definisce una linea «avventurista e irresponsabile». Secondo quanto riportato dall'agenzia Tass, i diplomatici russi hanno avvertito che l'approccio dell'Alleanza «aumenta notevolmente il rischio di un confronto militare diretto con il nostro Paese».
La Russia ha inoltre dichiarato di possedere «i mezzi necessari per respingere una potenziale aggressione» e di essere pronta a utilizzare «l'intero arsenale di armi a sua disposizione» qualora i Paesi Nato tentassero di isolare l'exclave di Kaliningrad dal resto del territorio russo.
La posta in gioco: un territorio russo circondato dalla Nato
Kaliningrad è un'oblast russa di oltre un milione di abitanti affacciata sul Mar Baltico, separata dalla Russia continentale e incastonata tra Polonia e Lituania, entrambi membri dell'Alleanza Atlantica. L'ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato ha trasformato il Baltico in un mare quasi interamente controllato dall'Alleanza, rendendo l'exclave ancora più esposta. La regione ospita la Flotta del Baltico russa e rappresenta un avamposto militare di primaria importanza per Mosca, che negli anni ha rafforzato il proprio dispositivo difensivo nell'area.
Al centro della protesta russa ci sono le esercitazioni militari della Nato che, secondo l'ambasciata, simulerebbero «l'isolamento» della regione. Mosca sostiene che le attività alleate vicino ai confini occidentali russi siano aumentate «senza precedenti». La Nato ha confermato di aver ricevuto il documento e di aver inviato una risposta. La portavoce Allison Hart ha respinto le accuse, dichiarando che l'Alleanza è «puramente difensiva» e che «nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un rischio per alcuna parte del territorio russo».
Hart ha poi condannato «la minaccia dell'uso della forza, compresa qualsiasi retorica nucleare irresponsabile», esortando Mosca a porre fine alla guerra in Ucraina.
Le esercitazioni Nato e il nodo del corridoio di Suwalki
Circa un mese prima dello scambio diplomatico, la Nato aveva condotto un'esercitazione aerea nel nord-est della Polonia, vicino a Kaliningrad, con la partecipazione di caccia statunitensi e norvegesi, un aereo di sorveglianza E-3A Sentry AWACS e velivoli per la guerra elettronica. Il comando operativo polacco aveva precisato che le manovre erano coordinate dall'Alleanza e non collegate ad attività dell'aviazione russa.
Il punto più sensibile resta la cosiddetta «trouée de Suwalki», una stretta fascia di terra che collega l'exclave russa alla Bielorussia, alleata di Mosca, attraverso il territorio polacco e lituano. Questo corridoio è da anni considerato uno dei potenziali punti di innesco di un conflitto su larga scala.
Dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, Polonia e Lituania hanno progressivamente limitato i transiti terrestri di merci verso Kaliningrad in applicazione delle sanzioni europee, esacerbando i timori di Mosca per la sostenibilità logistica dell'exclave. Nel documento inviato alla Nato, l'ambasciata russa ha invitato gli Stati membri dell'Alleanza ad «astenersi da ulteriori dichiarazioni e azioni che possano alimentare l'escalation, al fine di evitare un confronto su larga scala».
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