Dna sul drone di Lipsia, gli investigatori cercano il collegamento con i sabotaggi del 2024
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Redazione Esteri
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La scoperta di una traccia di dna sul drone esplosivo che ha sorvolato l'aeroporto di Lipsia sta orientando le indagini verso una possibile connessione con episodi di sabotaggio risalenti all'estate del 2024. Il profilo genetico, rinvenuto sul velivolo sequestrato dalla polizia tedesca, sarebbe stato già registrato in un'altra indagine, quella relativa all'incendio doloso che il 20 luglio 2024 aveva devastato un centro logistico della Dhl proprio nella città sassone.
A rivelarlo sono i quotidiani Bild e Die Zeit, secondo cui gli investigatori starebbero ora verificando se la corrispondenza sia effettivamente riconducibile alla stessa persona o se si tratti di una coincidenza destinata a complicare ulteriormente il quadro investigativo.
Il drone e il sorvolo sugli Antonov ucraini
Martedì scorso, il drone carico di materiale esplosivo aveva sorvolato l'area di rullaggio dove erano parcheggiati alcuni aerei Antonov di nazionalità ucraina, un dettaglio che ha subito fatto pensare a un'azione mirata contro obiettivi legati al conflitto in corso. L'oggetto volante, individuato dalla polizia nelle ore serali del 4 agosto, è stato prontamente sequestrato e messo in sicurezza, evitando conseguenze ben più gravi.
Ma è stata l'analisi successiva del dispositivo a fornire l'elemento forse decisivo: la presenza di materiale biologico umano, il cui profilo genetico è già finito nel mirino degli inquirenti per via di una corrispondenza con le tracce rilevate nel rogo del centro Dhl di Lipsia, avvenuto circa un anno prima.
La pista del sabotaggio organizzato
Questo legame, se confermato, riporterebbe al centro della scena l'ipotesi del sabotaggio organizzato, già avanzata nei mesi scorsi quando i pacchi incendiari avevano preso di mira la logistica della compagnia di spedizioni. I media tedeschi parlano di una possibile regia che potrebbe coinvolgere servizi segreti stranieri, con particolare attenzione alla matrice russa, anche se al momento non vi sono elementi definitivi in tal senso.
Le autorità, pur confermando l'esistenza della traccia di dna e la sua corrispondenza parziale con quella del 2024, hanno tuttavia smentito categoricamente che si possa già parlare di un collegamento certo con il caso dei pacchi incendiari, invitando alla prudenza e sottolineando che le verifiche sono ancora in corso.
L'antenna e le tecniche di guida del velivolo
Un altro tassello importante emerso dalle indagini riguarda le modalità di pilotaggio del drone: secondo le ricostruzioni di Wdr, Ndr e Süddeutsche Zeitung, il velivolo sarebbe stato guidato mediante un'antenna posizionata su un albero nelle vicinanze dello scalo aeroportuale. Questa tecnica, che consente di estendere la portata del segnale e di operare a distanza senza essere facilmente localizzati, è considerata dagli esperti una firma tipica di operazioni sofisticate, difficilmente realizzabili da soggetti improvvisati.
L'antenna, rinvenuta e sequestrata dagli agenti, è ora al centro di accertamenti tecnici per risalire a eventuali impronte digitali o ulteriori tracce biologiche che possano integrare il quadro probatorio già in possesso della procura di Lipsia.
L'incidente di Hannover e la scia di allarme
Il caso di Lipsia non è però isolato, e la tensione intorno agli scali tedeschi è aumentata ulteriormente quando, nelle prime ore di questa mattina, l'aeroporto di Langenhagen, ad Hannover, è stato costretto a sospendere le operazioni di volo per circa novanta minuti a seguito dell'avvistamento di un altro drone. La polizia, intervenuta prontamente, ha confermato l'incidente e disposto la chiusura temporanea delle piste, poi riaperte dopo aver accertato che non vi era alcun pericolo immediato per i velivoli in transito.
Sebbene le autorità non abbiano ufficialmente messo in relazione i due episodi, la loro vicinanza temporale – appena pochi giorni dopo il ritrovamento del drone esplosivo a Lipsia – ha inevitabilmente alimentato l'attenzione degli investigatori e dei servizi di sicurezza, impegnati a comprendere se si tratti di azioni coordinate o di episodi autonomi destinati a creare allarme.
La prudenza degli inquirenti e le prossime verifiche
In attesa dei risultati definitivi delle analisi del dna, la procura di Lipsia mantiene un profilo basso, limitandosi a confermare che le indagini sono in una fase ancora delicata e che nessuna ipotesi viene esclusa o privilegiata. La corrispondenza genetica con la traccia di Lituania, emersa nelle scorse ore, aggiunge un ulteriore livello di complessità a un caso che assume contorni sempre più internazionali, ma gli investigatori ricordano che la presenza di uno stesso profilo in più contesti può anche essere frutto di contaminazioni o di coincidenze non immediatamente interpretabili.
Quel che è certo è che l'aeroporto di Lipsia, già al centro dell'attenzione per il sorvolo del drone bomba e per i precedenti attentati alla logistica Dhl, resta un nodo strategico delle indagini, mentre la Germania intera osserva con preoccupazione l'evolversi di una vicenda che mette in luce le vulnerabilità della sicurezza aeroportuale di fronte a nuove e sofisticate minacce.
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