Taglio ai fondi di coesione Ue e maxi-investimento Stellantis in Spagna: la doppia beffa per l'Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La decisione di Bruxelles di ridisegnare radicalmente l’architettura dei finanziamenti europei, operando un taglio netto e ufficiale ai fondi di coesione, ha scatenato una reazione durissima da parte dei presidenti di Regione. Quelle risorse, che un tempo venivano destinate direttamente alle amministrazioni locali più virtuose, vengono ora drasticamente ridotte e confluiscono in un unico calderone, il cui controllo è demandato esclusivamente allo Stato centrale. Una riforma, questa, che di fatto priva i territori di quell’autonomia gestionale che ne aveva caratterizzato l’operato negli anni passati.

La rivolta dei governatori

La protesta di chi governa il territorio non si è fatta attendere, assumendo toni di forte critica istituzionale. “Così non potremmo fare quasi niente”, ha denunciato con parole chiare Fontana, evidenziando il rischio concreto di un paralizzante azzeramento della capacità progettuale regionale. Dello stesso avviso è Cirio, il quale ha messo in guardia sulla tenuta stessa della credibilità europea, minata da una scelta che centralizza le decisioni e allontana le istituzioni dai bisogni specifici delle realtà locali.

La beffa Stellantis: batterie in Spagna, stop in Italia

Mentre infuria la polemica sui fondi, un altro fronte caldo si apre sul versante dell’industria automobilistica. Stellantis ha infatti ufficializzato un maxi-progetto per la realizzazione di un impianto di batterie a Saragozza, in joint venture con la cinese Catl. L’operazione, che beneficerà di un finanziamento comunitario di 298 milioni di euro, si configura però come una doppia beffa per il sistema produttivo italiano. Da un lato, gli stabilimenti naziani di Cassino e Pomigliano subiscono degli stop produttivi, motivati da una “contrazione della domanda” che sembra non toccare altri siti europei. Dall’altro lato, la costruzione della gigafactory spagnola vedrà l’impiego di circa 2.000 addetti specializzati inviati direttamente dalla Cina, vanificando in parte le ricadute occupazionali e di know-how sul territorio europeo.

Il nuovo contesto politico e le polemiche culturali

In un contesto internazionale profondamente mutato, con Donald Trump nuovamente presidente degli Stati Uniti, si riaccendono anche vecchie polemiche di carattere culturale. Torna d’attualità un laicismo progressista che si mostra particolarmente vigile verso ogni forma di ostentazione religiosa in politica. Questa riscoperta di un principio di separazione tra fede e sfera pubblica sembra emergere con forza soprattutto quando i riferimenti alla religione provengono da aree politiche non allineate.

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