Marco Di Bello torna ad arbitrare il Genoa dopo due anni e mezzo: la designazione arriva sulla scia delle polemiche per Roma-Genoa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un ritorno che non passa inosservato, quello di Marco Di Bello alla guida di una partita del Genoa, fissato per la sfida serale di domani contro la Roma. L'arbitro brindisino, la cui ultima designazione con i grifoni risale a un pareggio senza reti in terra altoatesina nel maggio del 2023, torna così a incrociare il cammino della squadra ligure dopo un intervallo di oltre trenta mesi. Una circostanza che, inevitabilmente, riporta alla luce i precedenti, alcuni dei quali piuttosto discussi e ancora vividi nella memoria dei tifosi. Tra questi, spicca un Roma-Genoa di qualche stagione fa, terminato con un punteggio di tre reti a due in favore dei giallorossi, incontro che contribuì a scrivere una pagina di storia tra le due compagini.

L'episodio contestato e l'assenza del Var

Proprio negli scontri recenti tra le due formazioni, un episodio particolare ha acceso i riflettori sul mondo arbitrale. Nel finale del primo tempo dell'ultimo match disputato, un'uscita a rete sguarnita del portiere romanista Mile Svilar, durante l'azione seguente a un calcio piazzato a favore del Genoa, ha causato un contatto con il difensore ostigard. Il giocatore ligure, nel tentativo di anticipare di testa l'estremo difensore, è rimasto a terra dopo essere stato raggiunto al volto dal numero uno avversario. L'intervento, avvenuto letteralmente allo scadere dei minuti iniziali, è stato giudicato dal direttore di gara di quella sera come un normale fatto di gioco, una decisione sulla quale non è intervenuto, per sua scelta, neppure l'assistente in video, Alessandro Prontera, chiamato a vigilare proprio su situazioni di dubbia interpretazione.

Le analisi tecniche dopo la gara

Le reazioni sul campo, seppur contenute, hanno trovato un'eco ampia nelle analisi post partita, dove esperti del settore hanno offerto le loro valutazioni. Tra questi, Luca Marelli, noto commentatore di questioni arbitrali, ha espresso un parere netto durante un approfondimento televisivo, sostenendo che l'episodio avrebbe dovuto portare all'assegnazione di un calcio di rigore a favore del Genoa. Secondo la sua ricostruzione, l'azione di Svilar, giudicata tardiva e imprecisa, ha colpito in modo netto il volto dell'avversario, configurando così i presupposti per un fallo di rigore. Un'interpretazione che, sebbene autorevole, non modifica l'esito degli accadimenti ma contribuisce ad alimentare il dibattito sull'uso della tecnologia e sulla sua influenza nelle decisioni cruciali.

Il contesto della nuova designazione

Alla luce di questo retroterra, la designazione di Di Bello per la nuova sfida assume dunque contorni particolari, andando oltre la semplice rotazione tra i fischietti di Serie A. Se da un lato, infatti, la scelta rispetta i normali criteri di turnazione stabiliti dall'Aia, dall'altro non può ignorare il bagaglio di vicende pregresse che legano l'arbitro a una delle squadre in campo. Un aspetto, questo, che viene costantemente monitorato dagli osservatori più attenti, i quali sottolineano come certi ritorni avvengano sempre in un clima carico di aspettative e di memorie condivise. La partita si preannuncia, quindi, come un banco di prova non solo per le due squadre in cerca di punti, ma anche per lo stesso arbitrale, chiamato a dirigere con il giusto equilibrio una gara storicamente ricca di pathos e di episodi decisivi.

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