Il trench di Katie Holmes a Milano e il dark chic di Elisabetta Gregoraci: i look della Fashion Week

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C'è un capo che più di ogni altro sembra destinato a dominare l'autunno inverno 2026 2027, ed è il trench coat. A confermarlo, durante la settimana della moda milanese, è stato l'arrivo di Katie Holmes per la sfilata di Tod's, che ha aperto il quarto giorno della rassegna meneghina. L'attrice americana, nota al grande pubblico per il ruolo di Joey Potter nella serie Dawson's Creek, ha attraversato le strade del capoluogo lombardo con un trench midi color sabbia, abbinato a una borsa secchiello in pelle effetto bruciato e a un paio di mocassini con nappine firmati dalla maison italiana.

Un guardaroba costruito sui fondamentali

Quello sfoggiato da Katie Holmes non è un look casuale, ma un esercizio di stile costruito su pochi elementi essenziali. Sotto il cappotto, l'attrice ha indossato una t-shirt bianca e un paio di pantaloni a gamba larga, lasciando i capelli sciolti e scegliendo un trucco appena accennato. La palette neutra, giocata sui toni del bianco, del beige e del nero, è la stessa che la Holmes ha portato anche a New York, in occasione della sfilata di Calvin Klein, dove era stata vista con una camicia bianca e una gonna color crema.

Una coerenza stilistica che negli anni l'ha resa un punto di riferimento per chi cerca un'eleganza discreta, fatta di capi senza tempo più che di inseguire le tendenze effimere.

Chi è Jason Bard Yarmosky, il pittore al suo fianco

Ad accompagnare l'attrice in questa trasferta italiana c'era il compagno Jason Bard Yarmosky, artista newyorkese di nove anni più giovane. Il legame tra i due è stato ufficializzato all'inizio di settembre, quando la Holmes ha pubblicato sui social uno scatto che ritraeva Yarmosky mentre spegneva le candeline di compleanno, definendolo «il migliore tra i migliori». Poco dopo, la coppia ha condiviso le immagini di una vacanza in Italia, tra escursioni in montagna e momenti di intimità.

Per l'occasione milanese, Yarmosky ha scelto un maglione color crema e pantaloni neri, coordinandosi cromaticamente con la partner senza scadere nell'effetto divisa. Nato nel 1987 e diplomato alla School of Visual Arts, Yarmosky è un pittore le cui opere esplorano i temi del tempo, della memoria e dell'invecchiamento, con una ricerca decennale dedicata ai ritratti dei nonni. I suoi lavori sono stati esposti in istituzioni come il Brooklyn Museum e il Crystal Bridges Museum of American Art.

Elisabetta Gregoraci e la rinascita del dark romantic

Se Katie Holmes ha puntato sulla sobrietà dei toni neutri, Elisabetta Gregoraci ha scelto la strada opposta, presentandosi alla sfilata di Ermanno Scervino in una veste di conturbante dark lady. La conduttrice ha abbandonato i colori accesi dell'estate per un total black dai richiami gotici: un cardigan con spalle scoperte lasciato parzialmente sbottonato, sotto cui si intravedeva un top interamente in pizzo nero, abbinato a una gonna longuette in pelle. A completare il quadro, una borsa in suede color bordeaux scuro e un paio di mules nere impreziosite da una catena metallica.

Il trucco ha seguito la stessa direzione, con labbra rosso scuro e una base luminosa che hanno contribuito a definire un'immagine sofisticata e decisa.

Le origini militari di un capo senza tempo

Il trench coat che Katie Holmes ha indossato a Milano affonda le sue radici in un passato bellico. Il nome stesso, che significa letteralmente cappotto da trincea, rimanda agli impermeabili prodotti per l'esercito inglese durante la Prima guerra mondiale. Fu Thomas Burberry, dopo Aquascutum, a ricevere l'incarico di confezionare un soprabito resistente all'umidità e adatto ai movimenti rapidi dei soldati.

Terminato il conflitto, il capo si è progressivamente spostato dagli scenari di guerra a quelli del grande schermo, diventando un'icona grazie a pellicole come Casablanca, dove Humphrey Bogart ne definì le coordinate stilistiche del gentleman contemporaneo. Da allora il trench non ha mai smesso di essere reinterpretato, mantenendo però intatte le caratteristiche che lo hanno reso riconoscibile: il doppiopetto, le spalline, il sottogola e la cintura in vita.

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