Morte di Chiara Jaconis, genitori del 13enne a processo

Morte di Chiara Jaconis, genitori del 13enne a processo
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel caso della morte di Chiara Jaconis, la turista 30enne padovana colpita da una statuetta precipitata da un edificio nei Quartieri Spagnoli di Napoli, il Tribunale di Napoli ha disposto il rinvio a giudizio dei genitori del 13enne ritenuto responsabile dei fatti. Il processo prenderà il via il 23 ottobre davanti al giudice monocratico, con l’accusa di cooperazione in omicidio colposo legata all’omesso controllo del minore. La vicenda risale al 17 settembre 2024, quando la donna è deceduta in ospedale dopo le gravi lesioni alla testa riportate due giorni prima. Il procedimento segna una nuova fase giudiziaria dopo l’udienza preliminare conclusa con la decisione del Gup.

Rinvio a giudizio a Napoli e accuse ai genitori

Il Gup del Tribunale di Napoli, dopo circa due ore di camera di consiglio, ha disposto il rinvio a giudizio per Angelo De Fazio e Danila Rocchi, rispettivamente 66 e 54 anni, chiamati a rispondere dell’accusa di cooperazione in omicidio colposo. Secondo l’impostazione accusatoria, ai due genitori viene contestato l’omesso controllo del figlio all’epoca dei fatti, un elemento centrale nell’inchiesta sulla morte di Chiara Jaconis. L’udienza preliminare si è svolta tra momenti di tensione in aula, con la presenza dei familiari della vittima. Il procedimento ora prosegue verso il dibattimento fissato per ottobre, quando la vicenda verrà valutata nel merito davanti al giudice monocratico competente.

Durante l’udienza preliminare i protagonisti della vicenda si sono incrociati in aula solo per pochi istanti, in particolare al momento dell’ingresso dei due imputati. Roberta, la sorella di Chiara Jaconis, ha osservato più volte la coppia nel corso dell’udienza, che si è conclusa con il rinvio a giudizio stabilito dal giudice. La decisione ha segnato il passaggio verso la fase dibattimentale, con la fissazione della prima data del processo al 23 ottobre. Il contesto processuale rimane legato alla ricostruzione dell’evento che ha portato alla morte della giovane turista, avvenuta nei Quartieri Spagnoli di Napoli nel settembre 2024.

La dinamica della morte nei Quartieri Spagnoli

La morte di Chiara Jaconis è avvenuta dopo che la 30enne è stata colpita alla testa da un oggetto pesante, una statuetta precipitata da un’abitazione nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Il ragazzo indicato come responsabile dell’accaduto aveva 13 anni all’epoca dei fatti e, proprio per la sua età, non è imputabile penalmente. La donna, in vacanza in città con il fidanzato, ha riportato lesioni gravissime che hanno reso necessario il ricovero in ospedale, dove è deceduta il 17 settembre 2024. L’episodio ha aperto una complessa vicenda giudiziaria che ha portato all’indagine sui genitori del minore, chiamati a rispondere della mancata vigilanza.

Il percorso giudiziario e il processo di ottobre

Il procedimento giudiziario ha raggiunto una nuova fase con il rinvio a giudizio disposto dal Gup, che apre formalmente il dibattimento. Il processo è fissato per il 23 ottobre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Napoli e vedrà i genitori del 13enne rispondere dell’accusa di cooperazione in omicidio colposo. Nel corso della vicenda, il padre di Chiara Jaconis ha commentato la decisione definendola «primo passo verso la verità», sottolineando il significato del passaggio processuale per la famiglia della vittima. La data segna l’avvio di una fase in cui verranno esaminati nel dettaglio gli elementi raccolti durante l’indagine.

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