Hotel in Cadore rifiuta ospiti israeliani
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un episodio di antisemitismo ha scosso la tranquilla località di Selva di Cadore, in provincia di Belluno, dove l'Hotel Garni Ongaro ha rifiutato di ospitare una famiglia israeliana, prenotata per un soggiorno dall'1 al 3 novembre. Il gestore dell'hotel, Patrik Ongaro, ha inviato un messaggio ai turisti, dichiarando che il popolo israeliano, ritenuto responsabile di genocidio, non è gradito nella sua struttura. Questo atto ha suscitato scalpore e indignazione, portando Ongaro a oscurare i propri canali social e la pagina dell'hotel su Booking.com.
Il messaggio, che ha rapidamente fatto il giro dei media, è stato condannato da Federalberghi, l'associazione nazionale degli albergatori, che ha ribadito l'importanza dell'accoglienza come valore etico. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha dichiarato che nel sistema alberghiero italiano le porte sono sempre aperte a tutti, senza discriminazioni.
L'episodio ha sollevato un dibattito acceso sulla crescente ondata di antisemitismo in Europa, con molti che vedono in questo caso un segnale allarmante. Le autorità locali e nazionali stanno monitorando la situazione, mentre la famiglia israeliana ha espresso il proprio sconcerto per l'accaduto. Ongaro, dal canto suo, ha dichiarato di aver ricevuto minacce da un ente israeliano, ma ciò non ha placato le critiche nei suoi confronti.
La vicenda, che ha portato alla luce tensioni latenti, è ora oggetto di indagini da parte delle autorità competenti, che stanno valutando eventuali violazioni delle leggi antidiscriminazione.




