Le Borse di oggi, 13 luglio. La guerra sostiene il petrolio e Milano azzera il calo con i titoli oil

La settimana si apre in salita per i mercati. Dopo gli attacchi del fine settimana tra Stati Uniti e Iran e le versioni contrastanti sull’apertura dello stretto di Hormuz, gli investitori tornano a guardare con preoccupazione alla situazione nel Golfo Persico. Giù l’Asia e in particolare Seul, dove pesa il calo del comparto tech. Il petrolio, invece, torna a correre. A Piazza Affari, come nel resto d'Europa, tornano protagonisti i titoli del comparto energetico: Eni, Saipem e Tenaris avanzano già dai primi scambi, sostenuti dal recupero delle quotazioni del greggio. (la Repubblica)

Se ne è parlato anche su altre testate

Il segnale arrivato da Samsung Electronics non è bastato a sostenere il comparto dei chip AI: a Wall Street le azioni di Micron Technology e Intel sono scese fino a circa l'8%, con gli investitori che hanno ridotto l'esposizione ai titoli semiconductor dopo mesi di rialzi legati alla domanda per data center e acceleratori. (tomshw.it)

Sul fronte geopolitico, gli attacchi tra Stati Uniti e Iran si sono temporaneamente arrestati. "Finché il canale diplomatico tra i due Paesi rimarrà aperto, il rischio di un ritorno allo scenario bellico di marzo rimane basso", commentano gli esperti di Mps. (Milano Finanza)

Apertura all’insegna dei ribassi per Wall Street, condizionata dal comparto dei semiconduttori, che si adegua al trend negativo dei concorrenti internazionali. A pesare sul sentiment dei mercati sono anche le rinnovate tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, i cui riflessi si fanno sentire direttamente sui prezzi del petrolio (Borse.it)

Wall Street contrastata, prezzi energia in aumento su tensioni nel Golfo persico

Opening Bell stonata per Wall Street, pesano nuove tensioni in Iran Gli occhi degli investitori restano rivolti al Golfo Persico, dopo l'intensificarsi degli attacchi USA in Iran, che spingono il prezzo del greggio, alimentando timori di inflazione e nuove strette monetarie. (Teleborsa)

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Gli occhi degli investitori restano rivolti al Golfo Persico, dopo l'intensificarsi degli attacchi USA in Iran, che spingono il prezzo del greggio, alimentando timori di inflazione e nuove strette monetarie. (la Repubblica)