Il progetto Helix di Microsoft e il possibile dietrofront sull’apertura a Steam

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’orizzonte del prossimo futuro targato Xbox, quel progetto in codice noto come Helix che avrebbe dovuto incarnare la fusione più audace tra il mondo delle console domestiche e la flessibilità del personal computer, sembra improvvisamente meno definito di quanto ipotizzato fino a qualche settimana fa. La stessa amministratrice delegata di Microsoft Gaming, Asha Sharma, ha gettato più di un’ombra su quella che, per molti appassionati, rappresentava la pietra angolare dell’intera iniziativa: la possibilità, cioè, di accedere ai marketplace digitali concorrenti per eccellenza, Steam ed Epic Games Store, direttamente dall’interfaccia della nuova macchina. Se in precedenza erano circolate dichiarazioni – da attribuire però alla dirigenza precedente – che lasciavano intendere una sostanziale apertura del sistema, le ultime esternazioni della Sharma, raccolte in un’intervista recente, ridimensionano drasticamente queste aspettative, spostando l’ago della bilancia verso un modello molto più tradizionale e, verrebbe da dire, controllato.

Le parole che cambiano lo scenario: “Non ero in quelle conversazioni”

Il dettaglio, in apparenza minimale ma carico di conseguenze, emerge da una serie di dichiarazioni rilasciate a Game File, dove la stessa Sharma ha risposto in modo piuttosto elusivo quando sollecitata a confermare i piani per l’integrazione di Steam. L’amministratore delegato ha preso le distanze dagli impegni verbali presi in passato, affermando di non essere stata coinvolta in quelle discussioni e che le decisioni future verranno prese collegialmente, senza però fornire alcuna garanzia in merito alla presenza degli store di terze parti. Questa posizione, che a prima vista potrebbe sembrare una semplice cautela manageriale, in realtà rappresenta un potenziale dietrofront strategico di non poco conto, considerando che proprio la promessa di un ecosistema “aperto” costituiva la principale giustificazione per un prezzo d’ingresso che, stando alle voci del settore, potrebbe aggirarsi intorno ai mille e duecento dollari o addirittura superare questa soglia.

Non si tratta, infatti, di un dettaglio trascurabile da appassionati: l’intera filosofia alla base di Project Helix, quella di una console che potesse reggere il confronto con un PC da tremila euro ma a un costo più contenuto, si reggeva sulla possibilità per l’utente di attingere alle proprie librerie già acquisite altrove, su Steam in primis. Senza quella caratteristica, Helix rischierebbe di diventare semplicemente una Xbox molto potente, ma pur sempre confinata nel proprio recinto digitale, perdendo così quella natura ibrida che avrebbe dovuto rappresentare il suo principale fattore distintivo. Persino il diretto responsabile dell’Epic Games Store, Steve Allison, aveva dato per scontato l’arrivo del proprio negozio sulla nuova generazione della casa di Redmond, salvo poi scontrarsi con la realtà di una dirigenza che, evidentemente, non intende farsi legare le mani da accordi stipulati prima del suo insediamento.

La crisi della RAM e il nodo dei costi: un vincolo strutturale

A complicare ulteriormente il quadro, e forse a spiegare in parte queste ripensamenti, giunge un altro fattore strutturale su cui Sharma è stata costretta a pronunciarsi, ovvero la crisi globale che investe il mercato delle memorie RAM. In una dichiarazione riportata da diverse testate internazionali, l’amministratore delegato ha confermato che l’aumento dei costi e la scarsa disponibilità di questi componenti essenziali avranno un impatto diretto e inevitabile, influenzando tanto il prezzo finale quanto la capacità di distribuzione della console. Questa presa di posizione, lungi dall’essere una notizia tecnica di secondo piano, rivela una fragilità di fondo: Microsoft sta progettando una macchina da gioco che, per inseguire le prestazioni di un PC di fascia alta, si troverà a competere per l’acquisto delle stesse materie prime utilizzate dai server per l’intelligenza artificiale, un mercato attualmente in forte espansione e con una capacità di spesa molto superiore.

Le conseguenze di questa contingenza economica rischiano di ripercuotersi pesantemente sull’architettura stessa del dispositivo. Alcune indiscrezioni, che circolano ormai da mesi nel sottobosco dei leak, parlano di una dotazione totale di trentadue gigabyte di memoria unificata, di cui ventiquattro effettivamente utilizzabili in modalità Windows. Si tratta di una configurazione ambiziosa per una console, ma i costi per sostenerla sono diventati proibitivi, e ogni risparmio su questo fronte si tradurrebbe in un immediato depotenziamento dell’unica vera ragion d’essere del progetto. La Sharma, consapevole che dichiarazioni troppo ottimistiche potrebbero ritorcersi contro, preferisce quindi mantenere un profilo basso, concentrandosi su ciò che il team può effettivamente controllare – lo sviluppo del software e l’esperienza utente – rimandando ogni decisione definitiva sull’assetto del mercato.

L’identità incerta della prossima generazione

Ciò che emerge, pertanto, è il ritratto di una console che rischia di arrivare sul mercato priva della sua anima più innovativa. La retromarcia sull’apertura a Steam ed Epic, se confermata, trasformerebbe Project Helix in una macchina dal posizionamento ambiguo: troppo costosa per competere con PlayStation sul terreno del largo consumo, ma troppo chiusa per sottrarre quota di mercato ai PC da gaming veri e propri. La stessa Sharma, d’altronde, ha già mostrato una certa insofferenza per le strategie del passato, avviando una serie di correzioni che includono il ritorno a politiche più tradizionali per il marchio, lontane dall’ossessione per l’abbonamento a Game Pass che aveva caratterizzato gli ultimi anni dell’era Spencer.

Il paradosso, in questo caso, è che la caratteristica più discussa e ampiamente apprezzata della prossima generazione – la possibilità di avere un hardware che includesse anche i negozi digitali della concorrenza – potrebbe essere proprio la prima a saltare, sacrificata sull’altare della redditività e del controllo dell’ecosistema. L’idea di poter avviare un Titolo acquistato su Steam direttamente dalla dashboard di una console, senza soluzione di continuità tra divano e scrivania, cede il passo a uno scenario molto più nebbiato e indefinito. Asha Sharma suggerisce che i tempi per le scelte cruciali non sono ancora maturi, e che si procederà “come una squadra”, coinvolgendo i partner. Ma dalle parole spiazzanti dell’amministratore delegato, capace di smontare in poche battute aspettative che sembravano consolidate, si intravede la possibilità concreta che Helix arrivi sugli scaffali in una veste molto diversa, più classica e forse meno rivoluzionaria, di quanto i primi proclami avessero lasciato intendere.

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