Ferrari 849 Testarossa Spider, l’aperta che non tradisce il carattere della coupé
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La nuova arrivata in casa Ferrari, la 849 Testarossa Spider, rappresenta un esercizio di stile e tecnica che potrebbe apparire quasi contraddittorio agli occhi dei puristi. Togliere il tetto a una supercar di questa portata, con un cuore pulsante che eroga 1.050 CV, potrebbe far temere un’inevitabile perdita di rigidità strutturale e un cambio di passo nelle prestazioni.
E invece, come emerso dalle prime prove su strada sulle strade dell’isola di Tenerife, la versione scoperta si rivela estremamente fedele alla sorella chiusa, con una differenza sostanziale che però si percepisce tutta in un senso in più: il sound del possente V8 biturbo che invade l’abitacolo con un'intensità nuova e avvolgente.
Identica nella sostanza, diversa nell’esperienza
A un primo sguardo, e ancor di più guardando la scheda tecnica, la Spider è praticamente identica alla coupé. Sotto il cofano posteriore batte lo stesso motore, un V8 di 4,0 litri biturbo che da solo sviluppa 830 CV, affiancato da tre motori elettrici: uno posizionato al posteriore tra il V8 e il cambio, e due sull’asse anteriore che costituiscono il sistema RAC-e. Questo sofisticato schema ibrido plug-in, capace di erogare una potenza complessiva di 1.
050 CV, viene gestito dalla trazione integrale e da un cambio robotizzato a doppia frizione a otto rapporti. L’architettura meccanica, l’impostazione dell’abitacolo e la taratura dei sistemi elettronici sono state mantenute identiche, con l’obiettivo dichiarato di non sacrificare la precisione di guida e la facilità di utilizzo che caratterizzano la versione chiusa.
Il tetto che cambia tutto (e non cambia nulla)
La vera, e forse unica, grande novità della 849 Testarossa Spider risiede quindi sopra la testa dei suoi occupanti. Il tetto rigido retrattile (RHT) è un capolavoro di ingegneria che si apre o si chiude in soli 14 secondi, e può essere azionato anche in movimento fino a una velocità di 45 km/h. Una volta ripiegato, il tetto scompare dietro i sedili senza stravolgere le proporzioni della vettura, che conserva le iconiche due "code" laterali ispirate alla Ferrari 512 S, elemento distintivo del design della berlinetta.
Pur comportando un incremento di peso di circa 90 kg, gli ingegneri di Maranello sono riusciti a preservare intatte le qualità dinamiche della vettura. Come sottolineato dalle prime recensioni, la Spider rinuncia a pochissimo in termini di dinamica di guida rispetto alla coupé, con un comportamento su strada che continua a stupire per l'equilibrio e la neutralità.
Il V8 a cielo aperto: un’esperienza sensoriale amplificata
Se le prestazioni rimangono praticamente invariate - con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in meno di 2,3 secondi e una velocità massima che supera i 330 km/h - è l'esperienza di guida a cambiare radicalmente. Il principale motivo per scegliere la Spider è infatti il sound. Con il tetto abbassato, il rombo del V8 arriva in modo diretto e poderoso: ai bassi regimi ha un timbro pieno e profondo, mentre salendo di giri, fino al limitatore fissato a 8.300 giri, diventa un crescendo rabbioso e penetrante.
Un dettaglio che fa la differenza è la possibilità di abbassare il lunotto posteriore indipendentemente dal tetto, un'opzione che permette, anche a capote chiusa, di lasciar entrare nell'abitacolo una maggiore quantità di sound, creando un compromesso perfetto tra protezione e coinvolgimento acustico.
Conferme e un leggero aggravio di prezzo
Ferrari ha lavorato molto anche sulla risposta del pedale e sulla gestione dell’erogazione, per restituire una sensazione di potenza sempre disponibile e lineare, quasi da aspirato, grazie alla sinergia tra i turbocompressori e i motori elettrici che colmano ogni vuoto di coppia. Le modalità di guida del sistema ibrido, selezionabili tramite il manettino, vanno dalla eDrive, per una guida completamente elettrica fino a 25 km, alla Qualify, che sfrutta tutta l'energia a disposizione per le massime prestazioni. Tutto questo ha un prezzo: la versione Spider parte da 500.000 euro, cioè 40.000 euro in più rispetto alla coupé. Un sovrapprezzo consistente, che per chi cerca il massimo dell’emozione di guida e il sound del V8 a cielo aperto, potrebbe rappresentare un investimento più che giustificato, regalando di fatto due auto in una.




