Trump rompe con la fedelissima Marjorie Taylor Greene, tempesta Maga sul caso Epstein
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Redazione Esteri
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Un terremoto, che molti non si aspettavano, ha scosso le fondamenta del movimento Maga quando Donald Trump, attraverso un post pubblicato sul suo social Truth Social, ha bruscamente ritirato il sostegno a Marjorie Taylor Greene, fino a ieri una delle sue parlamentari più in vista e radicali. L’annuncio, giunto senza preavviso, ha immediatamente creato una crepa profonda in quel fronte politico che, sino a poche ore prima, sembrava compatto. La rottura, che appare definitiva, segna un momento significativo per l’equilibrio interno al partito repubblicano, mostrando come le tensioni possano emergere anche tra figure considerate alleate indiscusse.
Il post sulla piattaforma Truth Social
«Ritiro il mio sostegno alla ‘deputata’ Marjorie Taylor Greene del grande stato della Georgia», ha scritto il presidente, in un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni, aggiungendo che, nelle ultime settimane, «tutto ciò che vedo fare a Marjorie “la matta” è lamentarsi, lamentarsi, lamentarsi!». Trump, il quale non ha usato mezzi termini, ha poi dipinto un ritratto della Greene come di una specie di stalker politico, affermando di non poter più sopportare le sue continue richieste: «Non posso rispondere alle telefonate quotidiane di una squilibrata». Queste dichiarazioni, così dure e pubbliche, segnano un distacco netto da quella che era stata una paladina del suo movimento.
Le ragioni dietro la frattura politica
All’origine della frattura, stando a quanto ricostruito, vi sarebbero le pressioni esercitate dalla deputata della Georgia affinché Trump fornisse maggiori delucidazioni in merito alle email di Jeffrey Epstein, il finanziere coinvolto in uno dei più oscuri casi di cronaca nera, trovato morto in carcere. La Greene, che pure lo aveva sempre sostenuto con fervore, ha cominciato a sollevare pubblicamente questioni scomode sulla trasparenza delle informazioni in possesso del presidente riguardo a quella vicenda, insistendo per avere risposte chiare. Una presa di posizione, la sua, che ha evidentemente superato il limite di sopportazione di Trump, il quale ha più volte ribadito di non sapere nulla circa quelle comunicazioni.
Un cambio di rotta clamoroso
Il linguaggio utilizzato dal presidente per descrivere l’ex alleata è mutato in maniera radicale, se si pensa che, solo nel 2020, la definiva «la futura star repubblicana, forte su ogni cosa e mai arrendevole, una vera vincitrice». Oggi, invece, la dipinge come «lunatica, stramba», sostenendo che abbia perso «il senno ed è uscita di strada». Questo cambio di narrativa, così repentino e plateale, non fa che accentuare la gravità della rottura, lasciando intendere che le divergenze, accumulate nel tempo, abbiano ormai reso insostenibile qualsiasi forma di collaborazione. La situazione, di conseguenza, apre uno scenario nuovo e imprevedibile per gli equilibri interni al Maga.




