Gattuso: "In Nazionale vivo il mio sogno, Pio Esposito ha qualità da centrocampista"
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Redazione Sport
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Alla vigilia della decisiva sfida contro Israele, in programma a Udine, il commissario tecnico della nazionale italiana Gennaro Gattuso ha tracciato un bilancio della situazione, soffermandosi, con una certa compostezza, anche sul delicato contesto geopolitico che fa da cornice all’evento calcistico. “Siamo felici della tregua”, ha dichiarato, “è una roba bellissima vedere un fiume di gente che può tornare a casa, a Gaza, nella loro terra”. L’atmosfera allo stadio, prevede, sarà composita: “Ci saranno persone che contesteranno e che rispettiamo, ma anche altre persone dentro a tifare per noi; dobbiamo essere bravi a far venire voglia a loro di sostenerci”.
La squadra e le scelte tattiche
Spostando l’attenzione sul rettangolo di gioco, Gattuso ha svelato alcune sue valutazioni tecniche, concentrandosi in particolare sulle caratteristiche di Pio Esposito. “Pio”, ha spiegato il ct, “ha una capacità nel gestire la palla, un controllo orientato e una visione di gioco che lo fanno assomigliare più a un centrocampista che a un attaccante puro”. Una qualità, questa, che arricchisce notevolmente il ventaglio di opzioni a disposizione della squadra, la quale, come ha tenuto a precisare, “sa da due mesi che non si può sbagliare”. Riguardo alle scelte dei titolari, Gattuso ha aggiunto che dovrà “valutare anche le sostituzioni”, un aspetto che, in partite di tale carico emotivo, risulta spesso determinante.
Il rapporto con Spalletti e la dimensione personale
Durante il recente Festival dello Sport, il predecessore Luciano Spalletti ha elargito pubblici complimenti a Gattuso, riconoscendogli il merito di essere riuscito a infondere nei giocatori quella “leggerezza” che a lui, forse, era sfuggita. “Non volevo rompergli le scatole”, ha commentato con tono schivo Gattuso, accennando al rapporto con l’ex ct, in una risposta che sembra voler sottolineare un rispetto professionale fatto anche di distanze cortesemente mantenute. La sua personale esperienza sulla panchina azzurra, del resto, viene vissuta con un trasporto che va oltre il semplice incarico tecnico: “In Nazionale vivo il mio sogno”, ha confessato, “è come stare a casa”.
La concentrazione sul presente
Non c’è spazio, nell’ottica del ct, per distrazioni o pensieri che vadano oltre l’immediato futuro. L’unico obiettivo concreto, al momento, è rappresentato dalla partita di martedì sera. “Battiamo Israele”, ha affermato con semplicità, “poi semmai penseremo ai playoff”. Un approccio che riflette la sua mentalità pragmatica, tutta concentrata sul compito da svolgere, sulla necessità di ottenere un risultato che permetta di continuare a inseguire il sogno di un posto al prossimo campionato del mondo, senza lasciarsi tentare da proiezioni troppo azzardate.




