Papa Leone XIV rinnova l’appello per il cessate il fuoco a Gaza e in Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dalle colonne di piazza San Pietro, dove ogni settimana si radunano fedeli e curiosi, Papa Leone XIV ha alzato nuovamente la voce per chiedere la fine delle ostilità a Gaza e in Ucraina, sottolineando con parole cariche di pathos il dramma di chi, tra bombe e distruzione, cerca solo di sopravvivere. «Dalla Striscia di Gaza si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme e dei papà», ha detto, descrivendo con toni asciutti ma vividi la disperazione di chi «stringe a sé i corpi senza vita dei bambini» mentre fugge in cerca di cibo e riparo.

Il pontefice, che già in passato aveva condannato senza mezzi termini le violazioni del diritto internazionale, ha ribadito con fermezza la necessità di un immediato cessate il fuoco, esortando alla liberazione degli ostaggi e al rispetto delle convenzioni umanitarie. Senza entrare nel merito delle responsabilità politiche, ha tuttavia rivolto un monito chiaro ai «responsabili», evitando però di indicarli esplicitamente, come a non voler alimentare polemiche sterili in un contesto già di per sé polarizzato.

Allo stesso modo, Leone XIV non ha dimenticato l’Ucraina, dove i recenti attacchi alle infrastrutture civili hanno aggravato un conflitto che sembra non trovare soluzione. «Il mio pensiero va spesso al popolo ucraino», ha affermato, ricordando le vittime innocenti e rilanciando l’invito a sostenere ogni sforzo diplomatico. La preghiera, ha aggiunto, resta uno strumento potente per chi crede, ma non basta: serve l’impegno concreto della comunità internazionale.

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