Belgio-Iran 0-0, lacrime per il figlio di De Bruyne e critiche per la prestazione del papà
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Redazione Sport
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C'è un'immagine che resterà impressa, più del risultato finale, più di un'azione che poteva cambiare la partita. È quella del piccolo Mason Milian De Bruyne, dieci anni, che sugli spalti dello stadio di Los Angeles scoppia in un pianto disperato, consolato dalla madre Michèle Lacroix, nel momento in cui Mehdi Taremi porta in vantaggio l'Iran. La rete, poi annullata dal Var per un fuorigioco millimetrico, ha restituito il sorriso al bambino e il pareggio al Belgio. Ma quella frazione di secondo, quella paura, ha raccontato forse più di quanto non abbiano fatto i novanta minuti di gioco.
Perché la partita dei "Diavoli Rossi" è stata proprio questo: un'ansia continua, un assedio sterile alla porta di Alireza Beiranvand, che si è trasformato in una notte da protagonista assoluto. Il 33enne portiere iraniano ha messo una serie di parate che hanno ipnotizzato gli attaccanti belgi, su tutte quella da manuale su Maxim De Cuyper al 59', quando il difensore belga sembrava avere la porta spalancata e invece si è trovato davanti un muro.
Dall'altra parte, Thibaut Courtois ha risposto presente, ma la sua partita è stata un monologo solitario, interrotto solo dalle incursioni di Taremi, il quale ha tenuto in apprensione la difesa belga e causato anche l'espulsione di Ngoy.
L'assenza di Doku e il giallo per Lukaku
A pesare sul gioco del Belgio, e in parte a giustificare l'involuzione offensiva, c'è stato l'assenza di Jeremy Doku, l'esterno del Manchester City vittima di un'infezione respiratoria che lo ha costretto a lasciare il ritiro anche per motivi personali, in vista dell'imminente nascita del suo primo figlio. Un'assenza che si è fatta sentire, soprattutto nella mancanza di quella scintilla capace di spezzare le difese chiuse.
E se a questo si aggiunge una prestazione opaca di Romelu Lukaku, ammonito dopo soli tre minuti per un'entrata su Beiranvand e rimasto ingabbiato tra i difensori iraniani per tutto il resto della partita, il quadro si fa ancora più grigio. Per l'attaccante, un voto di 5 sulle pagelle, un giudizio che fotografa una serata in cui il ritmo partita è mancato clamorosamente.
La svolta: l'espulsione di Ngoy
La partita, fino al 66', sembrava scorrere su un binario prestabilito: Belgio in avanti, Iran a difendersi. Poi l'errore di Nathan Ngoy, una disattenzione fatale che ha regalato a Taremi un pallone d'oro per il contropiede. Il difensore belga, ultimo uomo, è stato costretto a stendere l'attaccante iraniano, rimediando un cartellino rosso diretto che ha lasciato i suoi in dieci per quasi mezz'ora.
Da quel momento, l'Iran ha preso coraggio e ha alzato il baricentro, sfiorando anche la rete vincente, ma la partita è rimasta inchiodata sullo 0-0, terzo pareggio di fila per la nazionale di Rudi Garcia nel torneo.
Il Belgio, ora, si trova a quota due punti in un girone G in bilico. L'Egitto e la Nuova Zelanda, che devono ancora sfidarsi, potrebbero stravolgere tutto, ma la matematica è impietosa: per proseguire il cammino ai Mondiali, i "Red Devils" dovranno battere la Nuova Zelanda all'ultima giornata. Le critiche, intanto, piovono dal Belgio, dove il quotidiano Nieuwsblad ha definito la prestazione di De Bruyne e Lukaku "sotto ritmo", con l'amaro in bocca per un'occasione che sembrava alla portata e invece si è trasformata in un'impresa, da qui alla fine, per non deludere le aspettative.




