Dazi Usa, la Commissione europea chiede l'esenzione per vino, formaggi e olio d'oliva
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Redazione Economia
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Bruxelles prova a riaprire il negoziato con gli Stati Uniti per alleggerire il peso dei dazi sulle esportazioni europee, a partire dai prodotti agroalimentari. La Commissione europea ha infatti trasmesso a Washington una nuova lista di beni per i quali chiede l'esenzione dal dazio del 15% previsto dall'accordo commerciale raggiunto tra Ue e Usa nell'estate del 2025.
Secondo quanto anticipato da Euractiv, tra i prodotti indicati figurano vino, formaggi, olio d'oliva, pasta e liquori, insieme ad altri beni industriali come robot, tessuti, calzature, ceramiche e prodotti medicali.
La lista dei prodotti e il valore dell'export
Il documento, visionato e anticipato da Euractiv, rappresenta la nuova mossa negoziale della Commissione per limitare l'impatto delle nuove tariffe sulle esportazioni europee dirette verso il mercato americano. L'elenco comprende centinaia di prodotti, tra cui il formaggio Roquefort, l'olio d'oliva, i vini, i superalcolici e la birra, la pasta, i dispositivi medici, le apparecchiature elettriche e i macchinari.
Il funzionario europeo per il commercio, Matthias Jørgensen, ha riferito martedì agli eurodeputati che l'elenco riguarda esportazioni dell'UE per circa 150 miliardi di euro, aggiungendo che i prodotti sono «di rilevanza economica» per l'UE oppure hanno «una disponibilità limitata sul mercato interno statunitense».
La richiesta di reciprocità di Bruxelles
La richiesta si basa sul fatto che l'Unione europea ha già applicato gli impegni assunti con l'accordo, eliminando dal 1° luglio i dazi su centinaia di prodotti industriali e agroalimentari provenienti dagli Stati Uniti. Bruxelles chiede ora reciprocità, con il ritorno alle aliquote tariffarie ordinarie per una serie di esportazioni europee considerate strategiche.
Nel documento, la Commissione sostiene che l'Ue abbia già adempiuto ai propri impegni previsti dall'accordo tariffario eliminando i dazi su centinaia di prodotti industriali e agroalimentari statunitensi a partire dal primo luglio, e chiede agli Usa di applicare le aliquote tariffarie standard a centinaia di prodotti made in Ue.
I prodotti agroalimentari di qualità al centro della richiesta
Il cuore della proposta riguarda i prodotti agroalimentari di alta qualità, che rappresentano una parte rilevante dell'export europeo verso il mercato americano, uno dei più importanti al mondo per il settore food & beverage. Nell'elenco figurano, tra gli altri, formaggi pregiati come Roquefort e pecorino, esplicitamente citati dalla Commissione, vino e spumanti, pilastri delle esportazioni enologiche europee, brandy, sidro, birra e distillati come whisky, gin, rum, vodka e liquori, e altri prodotti agroalimentari come olive e olio d'oliva, pasta, tartufi e salumi.
Per il settore ittico, nell'elenco della Commissione figurano il tonno, il salmone affumicato, la spigola e il polpo.
I settori industriali e sanitari coinvolti
Per quanto riguarda il settore industriale, invece, la proposta riguarda macchinari agricoli, robot industriali, apparecchiature elettriche, strumenti per semiconduttori e prodotti chimici. Infine, il capitolo prodotti sanitari con fili di sutura chirurgici, medicazioni per ferite, kit diagnostici e tavoli operatori. L'intesa di Turnberry, tuttavia, non aveva previsto esenzioni generalizzate per numerosi prodotti agroalimentari.
Vino, alcolici e formaggi sono infatti rimasti soggetti al dazio del 15%, nonostante le ripetute richieste della Commissione, che già nel novembre 2025 aveva ampliato l'elenco dei prodotti da escludere, includendo anche pasta, olio d'oliva, liquori, tessuti, calzature, ceramiche e robot industriali.




