Ferrara: "Juventus agganciata alla vetta e deve lottare per lo scudetto"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ciro Ferrara, analizzando il campionato ai microfoni di Tuttomercatoweb, ha tracciato un quadro dell’ascesa juventina, rinvigorita – come ha sottolineato – dal successo sull’ultima rivale di peso. “Questo è un campionato equilibrato”, ha dichiarato l’ex difensore, “dove se vinci una-due partite poi ti riagganci alle squadre che ti precedono”. Una considerazione, la sua, che fotografa una Serie A dalla classifica compatta, nella quale il margine per recuperare terreno appare sottile ma percorribile. La vittoria contro la Roma, in questo contesto, ha rappresentato una svolta psicologica oltre che numerica, permettendo alla formazione bianconera di rientrare a pieno Titolo nella mischia. “La Juve, battendo la Roma, si è riagganciata”, ha proseguito Ferrara, “e per la storia che ha, deve lottare fino alla fine per vincere lo scudetto”. Un obbligo, quello evocato dall’opinionista, che sembra pesare come un’eredità sulla squadra, chiamata a onorare un passato ricco di trofei.

Un'amicizia nata dalla rivalità

In un diverso momento, a Riad, in occasione degli eventi legati alla Supercoppa Italiana, Ferrara ha svelato un retroscena personale riguardante il suo rapporto con Antonio Conte. “Con Antonio siamo molto legati, abbiamo gioito e sofferto insieme”, ha raccontato, riferendosi agli anni da compagni di squadra nella Juventus. Quel legame, però, non è sempre stato così saldo. “Però non è sempre stato così”, ha ammesso con schiettezza. “Da avversari non ci stavamo molto simpatici”. Una confessione che illumina la genesi di un’intesa divenuta poi profonda, nata nonostante un’iniziale diffidenza dettata dalla competizione in campo, e cementata solo in seguito dallo stesso destino in bianconero.

Il sipario sulla finale saudita

Proprio a Riad si è disputata la finale che ha visto affrontarsi Napoli e Bologna, dopo che questi avevano eliminato, rispettivamente, Milan e Inter. Ferrara, da ex bandiera del club azzurro, ha osservato la sfida con l’occhio del conoscitore, soffermandosi anche sulle caratteristiche dell’allenatore avversario, Vincenzo Italiano. La cornice della Supercoppa ha quindi offerto il palcoscenico per un confronto tra due realtà in ascesa, lontane dalle consuete gerarchie. Anche Sergio Conceicao, intervistato in quel frangente, ha espresso la sua visione sulla partita, evitando accuratamente di indicare un favorito. “Napoli e Bologna sono belle da vedere”, ha commentato l’allenatore portoghese, attuale detentore del trofeo, scegliendo di concentrarsi sull’aspetto spettacolare dell’evento.

L'ossessione per la vittoria come tratto comune

Nel suo intervento, Conceicao ha voluto anche tracciare un parallelo tra il proprio carattere e quello di Conte, definendolo, in una parola, “un ossessionato come me”. Un’affermazione che va oltre il semplice commento tecnico, descrivendo piuttosto una comunanza di approccio mentale al lavoro, fatta di dedizione totale e di un’attenzione maniacale ai dettagli. Questo tratto, secondo l’allenatore, unisce figure pur così diverse per storia e percorso, accomunate da una stessa irrequietezza agonistica. Le sue parole, del resto, sono state misurate, soprattutto quando ha aggiunto di non voler citare nomi di calciatori per non generare speculazioni transferistiche, in un periodo dove il mercato è sempre in fibrillazione.

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