Muse, la nuova Ai di Meta che genera immagini con le tue foto (sì, proprio le tue) di Instagram

I primi risultati della campagna acquisti di talenti e del laboratorio di super intelligenza che Meta ha messo in piedi stanno arrivando. Dopo Muse Spark, il modello che oggi permette a Meta AI di ragionare molto meglio rispetto alle prime versioni, ora la società si è concentrata su quello che è in fondo il principale prodotto delle sue piattaforme: l'immagine. Muse Image è un nuovo modello di linguaggio che verrà integrato non solo sull'app Meta AI - dove, lo ricordiamo, è stato integrato anche una sorta di nuovo social, Vibes, per condividere i propri progetti - ma anche su tutti i social media: prima Instagram e WhatsApp, poi nei prossimi mesi anche Facebook. (Corriere della Sera)

Ne parlano anche altre fonti

Meta ha fatto marcia indietro su una delle funzioni più contestate degli ultimi giorni: la possibilità di generare immagini AI taggando account Instagram pubblici, introdotta con il modello Muse Image, è stata disattivata dopo un'ondata di critiche. (SmartWorld)

La funzionalità, che non era stata progettata per avvisare un utente se le foto di quest’ultimo venivano sfruttate senza consenso, ha scatenato un’immediata ondata di proteste. Venerdì l’azienda ha pubblicato un post sul proprio blog per annunciare la rimozione della funzione. (macitynet.it)

La funzione, per gli adulti con un profilo pubblico, era attiva per impostazione predefinita. (DDay.it)

BBC.COM * BUSINESS: «OUTCRY AS META LETS USERS MAKE AI IMAGES FROM PUBLIC INSTAGRAM PROFILE PICS»

Meta ha annunciato, pochi giorni dopo il lancio di Muse Image, l’interruzione di una funzionalità basata sull'intelligenza artificiale che permetteva agli utenti di generare immagini utilizzando account Instagram pubblici. (la Repubblica)

Meta sta testando uno strumento web per identificare immagini create o modificate con Muse Image, il nuovo modello di generazione: la verifica cerca un watermark invisibile, Content Seal. (tomshw.it)

The tech giant said people can opt out – but privacy campaigners called it a “recipe for disaster”. Mercoledì 8 luglio 2026 (agenziagiornalisticaopinione.it)