Di Veroli d'argento ai Mondiali di Hong Kong, terza medaglia per l'Italia nella spada
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Redazione Sport
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La spedizione azzurra dei Campionati Mondiali di scherma di Hong Kong 2026 continua a mietere successi, sebbene con il sapore agrodolce dell'argento. Nella seconda giornata di gare individuali, è infatti arrivata la terza medaglia per l'Italia, conquistata da Davide Di Veroli nella spada maschile. Il ventiquattrenne romano, in forza alle Fiamme Oro, ha disputato un percorso di altissimo livello alla Asia-World Arena, arrendendosi soltanto nella finale per l'oro contro lo svizzero Lucas Malcotti con il punteggio di 12-11, al termine di un assalto deciso da una sola, decisiva stoccata.
Un risultato che impreziosisce il medagliere azzurro e conferma le qualità di un atleta che, partito tra i favoriti, ha onorato le aspettative.
Un cammino da protagonista fino all'atto conclusivo
Il percorso di Di Veroli verso la finale è stato costellato da prestazioni di grande carattere e tecnica, che ne hanno delineato la crescita nel corso della competizione. Dopo aver superato il turno preliminare con autorità, il romano ha incontrato il marocchino Houssam Elkord, imponendosi per 15-12, e ha poi avuto la meglio sul kazako Vadim Sharlaimov con un altrettanto convincente 15-13. Il momento più delicato e significativo del suo cammino, tuttavia, si è consumato negli ottavi di finale, quando Di Veroli ha dovuto fronteggiare il francese Alexandre Bardenet.
In un assalto che sembrava potersi chiudere con un esito diverso, l'azzurro ha saputo compiere una rimonta nel finale, ribaltando l'inerzia del match e aggiudicandosi la vittoria per 14-12, un successo che gli ha dato la spinta giusta per proseguire verso le fasi alte del torneo.
La semifinale e il trionfo su Yamada
Giunto in semifinale, Di Veroli si è trovato di fronte il giapponese Masaru Yamada, un avversario ostico e tecnicamente molto preparato. L'assalto è stato equilibrato e combattuto punto su punto, con entrambi gli atleti che hanno dato vita a una scherma spettacolare e ricca di emozioni. Alla fine, è stato il romano a spuntarla, chiudendo l'incontro con il punteggio di 15-13 e conquistando così l'ambito pass per la finale per l'oro.
Un traguardo che per l'Italia rappresentava già una certezza, quella di salire sul podio per la terza volta in due giorni, dopo gli argenti conquistati da Giulia Rizzi nella spada femminile e da Filippo Macchi nel fioretto maschile. La rassegna iridata, per la nazionale italiana, si stava rivelando particolarmente generosa in termini di soddisfazioni, anche se il gradino più alto del podio sembrava sfuggire di mano per il momento.
La finale e l'argento di una stoccata
Nella finale disputata sulla pedana della Asia-World Arena, l'azzurro ha incontrato lo svizzero Lucas Malcotti, un avversario che si è dimostrato all'altezza della situazione, capace di gestire la pressione del match decisivo. L'assalto è stato un duello tattico di alto profilo, dove ogni stoccata pesava come un macigno e il punteggio è rimasto sempre in bilico.
Di Veroli ha lottato con determinazione, rispondendo colpo su colpo allo svizzero, ma alla fine è stato Malcotti a piazzare la stoccata decisiva che ha fissato il risultato sul 12-11, un margine minimo che non rende giustizia all'equilibrio della sfida. Per il 24enne romano delle Fiamme Oro, che fino a quel momento aveva offerto una scherma brillante e offensiva, è arrivata la medaglia d'argento, il secondo metallo prezioso della sua carriera iridata che va ad aggiungersi a un palmarès già di tutto rispetto per un atleta della sua età.
Il bilancio della spedizione azzurra
Il risultato di Di Veroli si inserisce in un contesto estremamente positivo per l'Italia, che in sole due giornate di gare individuali ha già collezionato tre medaglie d'argento. La prima era arrivata ieri grazie a Giulia Rizzi nella spada femminile, seguita poi da Filippo Macchi nel fioretto maschile; oggi è stato il turno di Di Veroli nella spada, a conferma della profondità e della qualità del movimento schermistico italiano.
Un bottino che, se da un lato lascia intravedere qualche rammarico per l'oro mancato, dall'altro testimonia la capacità degli atleti azzurri di essere costantemente protagonisti sui palcoscenici che contano. La rassegna di Hong Kong 2026, per l'Italia, continua quindi a riservare soddisfazioni e conferme, con l'auspicio che le prossime gare a squadre possano regalare ulteriori gioie e magari il tanto atteso cambio di colore del metallo.
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