Slalom a Campiglio fra tributo e delusione, Hallberg sorprende tutti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La classica notte bianca di Madonna di Campiglio, la cui pista è stata illuminata a dovere per lo slalom di Coppa del Mondo, si è aperta con un attimo di raccoglimento, necessario e sentito, prima del via. Un minuto di silenzio, rigorosamente osservato dallo stadio strapieno e dagli atleti schierati, ha ricordato le vittime della sciagura di Crans Montana, località svizzera che ospita regolarmente gare del circo bianco e che si appresta ad organizzare i Mondiali del 2027. Al silenzio, carico di rispettosa empatia, è seguito un applauso liberatorio, quasi a voler riaffermare la vita e lo sport che stava per iniziare.

Le ambizioni italiane naufragano sul ripido

Le speranze azzurre, che puntavano sul fattore campo e sulla conoscenza del Canalone Miramonti, si sono in gran parte infrante proprio sul tratto più impegnativo del tracciato. Alex Vinatzer, che nelle intenzioni si presentava come uno dei candidati al podio, ha vissuto una parabola di luce e ombre nella sua discesa. "Ero in fiducia, ho spinto", ha commentato l'atleta, il cui atteggiamento in gara ha effettivamente mostrato una ritrovata aggressività. La sua sciata, caratterizzata da un lavoro recente volto a migliorarne la pulizia e l'assetto, prometteva bene nei primi due intermedi, dove aveva fatto segnare il miglior parziale. Proprio sul cambio di pendenza, però, sul tratto più ripido e decisivo, un errore tattico, un'inforcata che gli è costata un tempo prezioso, ha bruciato le sue possibilità, relegandolo in una posizione di rincalzo. Un vero peccato, come lui stesso ha ammesso, che lascia un senso di rammarico per una prestazione che poteva essere di altro livello.

La sorpresa Hallberg e il quartetto di testa

A dominare la scena della prima manche, stravolgendo ogni pronostico, è stato invece il finlandese Eduard Hallberg, giovane talento che con un tempo di 50.29 si è issato in vetta alla classifica provvisoria, regalando al proprio paese una rara occasione di gloria nella specialità tecnica. A inseguirlo, a soli sedici centesimi, si è piazzato lo svizzero Tanguy Nef, confermandosi avversario di peso e principale candidato al successo finale. Il gruppo di testa, che si è presentato molto compatto, annovera anche atleti del calibro del francese Clément Noel, sempre pericoloso sugli sci stretti, e diversi rappresentanti della temutissima squadra norvegese, pronti ad approfittare di qualsiasi incertezza degli uomini davanti. Lo stesso svizzero Loïc Meillard, pur diciottesimo a quasi nove decimi da Hallberg, resta un avversario da non sottovalutare nella frazione decisiva.

La rincorsa azzurra per la seconda manche

Per i colori italiani, dopo la prestazione sottotono di Vinatzer, la seconda manche si prospetta ora come una complicata opera di riscatto. Tommaso Sala, ventiquattresimo a oltre un secondo e quarantadue centesimi dalla vetta, ha espresso tutta la sua delusione al termine della prima prova: "Mi aspettavo di meglio, ho fatto troppi errori". Accanto a lui, si qualifica per la seconda discesa anche il compagno Canins, ventiseiesimo a 1"51 dal leader. La tracciatura della seconda manche, affidata a un tecnico austriaco, promette di selezionare ulteriormente il gruppo, offrendo però a tutti, anche a chi parte da lontano, la chance di un rimonta spettacolare sulla neve del palcoscenico trentino.

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