Sei Nazioni femminile, Francia e Irlanda rispondono all’Inghilterra: il tabellino della quarta giornata
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Redazione Sport
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Si è chiuso il programma della quarta giornata del Sei Nazioni 2026 di rugby femminile, un turno che ha consegnato punteggi netti e qualche conferma importante. Oltre al già noto 33-61 con cui l’Inghilterra ha travolto l’Italia allo stadio Lanfranchi di Parma – una partita, quest’ultima, che ha regalato comunque un punto di bonus offensivo alle azzurre, il primo di sempre contro le “Red Roses” – si registrano due ulteriori verdetti destinati a pesare sulla corsa al titolo. La Francia ha espugnato il campo della Scozia con un perentorio 28-69, mentre il Galles ha superato l’Irlanda 33-12 in casa propria.
La Francia non molla la scia, l’Irlanda inciampa a Cardiff
La risposta transalpina alla cinquina inglese non si è fatta attendere. Le francesi, guidate da un reparto offensivo che ha viaggiato a ritmi impressionanti, hanno indirizzato la sfida contro la Scozia già nella prima frazione, chiusa sul 14. Un parziale che dice tutto sulla differenza di intensità tra le due squadre. Nella ripresa, poi, il gap si è ulteriormente allargato: il 28-69 finale fotografa una superiorità netta, sebbene le scozzesi abbiano tentato di arginare l’ondata senza mai riuscirvi. Con questo successo, le francesi restano a punteggio pieno così come l’Inghilterra, e si presentano allo scontro diretto decisivo della prossima settimana entrambe a quota 20 punti. Una situazione di equilibrio perfetto che lascia intendere una lotta serrata per il trono continentale.
Galles, terzo tempo di qualità: l’Irlanda fermata sul nascere
Diverso il copione nell’altra sfida del pomeriggio. Il Galles ha approfittato della gara interna contro l’Irlanda per costruirsi una vittoria solida (33-12) che consolida la propria posizione a metà classifica. Le gallesi hanno gestito il possesso con pazienza, trasformando le occasioni create in punti senza concedere alle avversarie quelle ripartenze che spesso fanno la differenza in questo torneo. Per l’Irlanda, invece, una battuta d’arresto che interrompe il momento positivo delle settimane precedenti. Dalla partita emerge il ritratto di una formazione irlandese in giornata no, poco incisiva nella fase di conquista e troppo fallosa in difesa: un mix che il Galles ha saputo sfruttare senza pietà.
L’Italia si toglie un peso storico: il bonus contro le inglesi
Tornando al match di Parma, quello che merita una riflessione aggiuntiva è l’approccio tutt’altro che rinunciatario delle azzurre. Nonostante il 61-33 finale – la ventisettesima sconfitta in altrettanti confronti con l’Inghilterra – la selezione guidata dal tecnico Roselli ha strappato un punto bonus offensivo che, per valori assoluti, rappresenta una piccola rivoluzione. Le mete di Vecchini, Ranuccini, la doppietta di Sgorbini e una meta di penalità hanno permesso all’Italia di superare il precedente record di punti segnati contro le inglesi (fermo a 24 nel 2016). “Penso che tutti siamo delusi dei primi 15 minuti e dell’approccio”, ha commentato Roselli nel dopopartita, un’ammissione che non cancella però l’orgoglio per aver portato a casa qualcosa di concreto dal match più difficile del calendario. Quel bonus offensivo porta l’Italia a quota 7 punti in classifica, un piccolo tesoro in vista della trasferta di domenica 17 maggio a Cardiff contro il Galles.
Il bonus fa classifica: vantaggio sulle rivali dirette
Proprio quel punteggio di 7 punti, accumulato in un girone che ha visto le azzurre perdere nettamente con Francia e Irlanda prima di rifarsi con la Scozia, garantisce un margine sul Galles in ottica salvezza o quantomeno di posizionamento finale. Siamo di fronte a un dato statistico secco: il bonus offensivo contro l’Inghilterra non è solo una medaglia al valore, ma un mattoncino concreto per evitare l’ultimo posto. La squadra di Roselli, delusa dall’avvio di partita ma capace di reagire, potrà contare su questo piccolo vantaggio psicologico e numerico. Il rugby femminile italiano, insomma, esce dal “Lanfranchi” sotto il diluvio con un passivo largo ma con la consapevolezza di aver messo in difficoltà la squadra più forte del mondo più di quanto non sia mai accaduto prima.
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