Caldo record a settembre, l’anticiclone africano resiste fino a martedì 8. Poi la svolta con temporali e crollo termico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Settembre si è aperto con una parentesi che sembra più un rovente prologo estivo che l’avvio dell’autunno meteorologico, e i termometri di queste ultime ore, sabato 5 per la precisione, hanno restituito un quadro inequivocabile: l’anticiclone africano, piantato saldamente sul Mediterraneo, sta soffiando sulla Penisola una massa d’aria rovente che ha fatto schizzare le temperature fino a 8 gradi oltre le medie stagionali, con picchi che in alcune località del Nord hanno persino polverizzato primati mensili destinati a restare negli annali.

La fase di stabilità atmosferica, alimentata da un campo di alta pressione che non accenna a cedere, si protrarrà senza scossoni almeno fino a martedì 8 settembre, regalando ancora sole e caldo anomalo su gran parte delle regioni, ma già all’orizzonte si profila una brusca inversione di rotta che, a partire da mercoledì 9, promette di spazzare via l’afa con piogge diffuse, un netto calo delle temperature e persino il rischio di fenomeni temporaleschi estremi.

L’assedio dell’anticiclone africano e i record caduti

La configurazione barica di questi giorni, come spiegano gli esperti del settore, è una di quelle che difficilmente si dimenticano: l’anticiclone di matrice subtropicale, infatti, non solo sta bloccando l’ingresso delle perturbazioni atlantiche, ma sta letteralmente riscrivendo i valori termici di un inizio settembre che, fino a questo momento, ha dell’incredibile.

A Torino, per fare un esempio che fa impressione, la colonnina di mercurio ha toccato i 36 gradi, una soglia che non veniva raggiunta dal lontano 1895 e che testimonia quanto questa ondata di calore sia fuori scala; e se al Nord si registrano simili primati, al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori il quadro non è da meno, con punte che sfiorano i 40 gradi in molte aree interne e costiere, alimentando un dibattito che va oltre la semplice curiosità meteorologica per assumere i contorni di un evento climatico di rilievo.

Non stupisce, dunque, che l’autunno meteorologico, iniziato ufficialmente il 1° settembre, sia stato letteralmente messo in ombra da un caldo che, per intensità e durata, appare quanto meno anomalo: le temperature superiori alla media climatica, con scarti che oscillano tra i 6 e gli 8 gradi, stanno regalando giornate di sole abbondante e cieli quasi sereni, interrotti al massimo da qualche timido annuvolamento pomeridiano sulle Alpi, ma senza la forza di scalfire un quadro generale di assoluta stabilità.

Domenica e i primi giorni della settimana, tra caldo persistente e primi segnali

La giornata di oggi, domenica 6 settembre, si prospetta sostanzialmente stabile su tutto il territorio nazionale, con il sole che dominerà incontrastato dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia e solo qualche isolato fenomeno di instabilità pomeridiana che, per la verità, sarà talmente debole e localizzato da risultare quasi impercettibile; insomma, un’altra domenica da pieno agosto, con i termometri che continueranno a segnare valori ben al di sopra della norma e un afa che, seppur attenuata da una leggera brezza orientale, renderà l’aria piuttosto pesante soprattutto nelle città e nelle zone

Interne. Già da lunedì 7, tuttavia, qualcosa potrebbe iniziare a muoversi: la fascia appenninica e l’arco alpino saranno infatti interessate dallo sviluppo di qualche temporale pomeridiano, destinato a formarsi durante le ore più calde della giornata e a sconfinare, seppur in modo molto marginale, verso le pianure del Nord entro la serata di martedì 8. Questi episodi, per quanto ancora circoscritti, rappresentano il primo, timido segnale di una cedevolezza dell’anticiclone, che tuttavia manterrà salda la sua presa fino a quando non arriverà la svolta annunciata per il giorno successivo.

La svolta di mercoledì 9, temporali, grandine e il crollo delle temperature

Il vero cambio di scenario, come confermano le analisi dei centri meteorologici, è atteso per mercoledì 9 settembre, una data che potrebbe segnare l’epilogo di questa lunga e opprimente fase anticiclonica; a quel punto, una perturbazione più strutturata, proveniente dal Nord Atlantico, riuscirà finalmente a penetrare nel bacino del Mediterraneo, innescando un netto peggioramento che coinvolgerà in particolare il Nord Italia e, in misura minore, le regioni centrali. L’arrivo di aria più fresca e instabile, come spiega Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.

It, metterà definitivamente fine alla bolla di caldo subtropicale che ci ha tenuti stretti per tutti questi giorni, ma l’ingresso della perturbazione non sarà certo una passeggiata: sulla Pianura Padana, in particolare, si profilano le condizioni ideali per la formazione di supercelle temporalesche, ovvero sistemi nuvolosi estremamente organizzati che possono portare con sé nubifragi, grandinate di forte intensità e violente raffiche di vento, con una pericolosità che impone la massima attenzione.

Le temperature, che fino a martedì continueranno a superare i 33-34 gradi nelle principali città, subiranno un crollo altrettanto brusco, riportandosi su valori più consoni al periodo, anche se l’esatta entità del calo termico andrà verificata con le prossime emissioni modellistiche; quel che è certo, per ora, è che l’estate, almeno quella vera, ha i giorni contati, e che l’autunno intende farsi strada non certo con un sospiro, ma con un vero e proprio scossone.

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