Il servizio di Sinner è diventato un'arma letale: le parole di Nargiso, Lorenzi e Menga

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci sono colpi che definiscono una carriera e altri che, invece, la trasformano radicalmente, portandola da un livello di eccellenza a uno di dominio assoluto. Nel caso di Jannik Sinner, questa metamorfosi riguarda un fondamentale che, fino a qualche anno fa, rappresentava più un punto debole che un punto di forza: il servizio.

La vittoria del secondo Wimbledon consecutivo ha messo in luce i progressi di un colpo che gli ha permesso di vincere partite, come quella contro Alexander Zverev, senza nemmeno concedere una palla break nei momenti cruciali, un aspetto che ha colpito particolarmente gli addetti ai lavori e che è stato analizzato da ex campioni e tecnici.

L'evoluzione di questo fondamentale non è il frutto del caso o di un talento innato, ma il risultato di un lavoro certosino, di una serie di aggiustamenti tecnici e di una volontà ferrea che hanno reso il numero uno al mondo un giocatore ancora più difficile da contrastare, un esempio lampante di come la cura dei dettagli possa fare la differenza tra un grande tennista e un campione destinato a entrare nella storia.

La genesi di una trasformazione: il lavoro di Vagnozzi e i cambiamenti tecnici

La svolta, come spesso accade, è iniziata da una presa di coscienza. Quando Simone Vagnozzi si è unito al team di Sinner, la priorità era chiara: migliorare il servizio. In un'intervista, Vagnozzi ha raccontato che, quattro anni fa, il colpo presentava un "hitch", un'imperfezione nel movimento che andava eliminata.

Da lì è partito un lavoro continuo, fatto di piccoli grandi cambiamenti: il lancio della palla, reso più vicino al corpo, l'aggiustamento dell'appoggio del piede, il passaggio da un servizio "platform" a uno "pinpoint" per guadagnare potenza senza perdere precisione, e infine un'ulteriore modifica del movimento nel 2025 per cercare maggiore scioltezza.

Come ha spiegato Giuseppe Menga, coach del Menga Ocera Tennis Team, il servizio non è solo un colpo di inizio gioco, ma il fondamentale attraverso cui il tennista può e deve imporre la propria strategia, un'azione che richiede un controllo mentale e una precisione tecnica che pochi sanno sviluppare. Questo percorso, iniziato con il passaggio allo step-up, ha portato a una fluidità e a una potenza che oggi consentono a Sinner di variare traiettorie e velocità in modo imprevedibile, rendendo la sua battuta un'arma difficilmente attaccabile dagli avversari.

L'analisi degli esperti: Nargiso, Lorenzi e il nuovo ruolo del servizio

Il dato più impressionante, che ha catturato l'attenzione degli esperti, è la capacità di Sinner di aver trasformato un punto debole in una delle sue principali armi, un'unica evoluzione nella storia recente del tennis. Durante la trasmissione "Tennis Talk" su SuperTennis, Diego Nargiso e Paolo Lorenzi hanno analizzato proprio questo aspetto, sottolineando come l'azzurro abbia fatto un salto di qualità inimmaginabile.

Nargiso, in particolare, ha evidenziato come giocatori come Goran Ivanisevic o Pete Sampras avessero il servizio come punto di forza sin dall'inizio della carriera, mentre Sinner è forse il primo esempio di tennista che è riuscito a costruirselo ex novo, rendendolo letale. Una tendenza confermata anche dai numeri: a Wimbledon 2026, Sinner ha chiuso il torneo con 128 ace, più del doppio rispetto ai 62 dell'anno precedente, e ha vinto quasi l'85% dei punti con la prima di servizio, un valore più alto di quello di tutti gli altri partecipanti.

Lorenzi ha poi ricordato le parole di Vagnozzi, sottolineando come non si tratti di un "fuoco di paglia" ma di un percorso di crescita iniziato nel 2022, quando le percentuali della seconda palla erano troppo basse e il colpo rappresentava un problema. A testimonianza di questa crescita, Patrick Mouratoglou ha osservato come Sinner abbia vinto il torneo di Wimbledon esprimendo forse solo il 65-70% del suo potenziale complessivo, in una versione "normale" del suo tennis, e che ciò sia stato possibile proprio grazie alla solidità e all'efficacia della sua battuta.

Un'arma per vincere anche senza essere al top e la resilienza di un campione

Questa capacità di poter contare su un servizio affidabile anche nelle giornate meno brillanti è ciò che separa i grandi campioni dagli altri. Come ha sottolineato Feliciano Lopez, la qualità più grande di Sinner è forse la sua resilienza mentale, la capacità di rialzarsi dopo sconfitte dolorose come quelle subite al Roland Garros.

E il servizio, in questo contesto, diventa un'ancora di salvezza, uno strumento che gli permette di rimanere a galla quando il resto del gioco non funziona, e anche di vincere partite decisive come quelle contro Djokovic o Zverev senza cedere la battuta. Lo stesso Mouratoglou ha evidenziato come, nonostante Sinner non fosse al massimo della condizione, la sua battuta gli abbia consentito di gestire i momenti di pressione e di arrivare al successo, un insegnamento fondamentale per il futuro.

Non si tratta più di un colpo da "nascondere", ma di un gesto che, come ha spiegato Menga, racchiude in sé una strategia ben precisa: dalla ricerca dell'angolo sulla prima palla all'utilizzo del kick sulla seconda per tenere lontano l'avversario, il servizio di Sinner è oggi un concentrato di potenza, precisione e intelligenza tattica che rappresenta un esempio per le nuove generazioni.

La sua evoluzione dimostra che, nel tennis moderno, la capacità di migliorare un colpo considerato "statico" come il servizio può cambiare radicalmente le sorti di una carriera, e Sinner ne è la prova più lampante.

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