Il piano della Farnesina per i voli da Dubai, Abu Dhabi e Mascate: oggi e domani i rientri dall’emergenza in Medio Oriente

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministero degli Esteri, guidato da Antonio Tajani, ha messo a punto un piano articolato per facilitare il rientro dei connazionali bloccati in Medio Oriente a seguito dell’aggravarsi della crisi nell’area, con gli attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti contro l’Iran che hanno di fatto chiuso lo spazio aereo e interrotto ogni collegamento regolare. Si tratta di un’operazione complessa, quella coordinata dalla Farnesina, che coinvolge diverse centinaia di persone, tra cui un folto gruppo di studenti minorenni, e che si sviluppa su più direttrici, sfruttando gli aeroporti ancora operativi e i valichi di frontiera terrestri per aggirare le restrizioni. L’obiettivo dichiarato, come ribadito dallo stesso ministro Tajani intervenuto a margine di un evento al Cnr a Roma, è quello di garantire l’assistenza a tutti i connazionali, stimati in circa settantamila nell’intera area del Golfo, sebbene la macchina dei soccorsi si stia concentrando sulle situazioni di maggiore criticità legate ai turisti temporaneamente presenti.

Studenti in volo da Abu Dhabi e le operazioni via terra

La notizia più rilevante della giornata riguarda il volo decollato nel pomeriggio da Abu Dhabi con destinazione Milano, a bordo del quale hanno trovato posto circa duecento persone, in larga parte studentesse e studenti, molti dei quali minorenni, che erano rimasti bloccati a Dubai dopo la partecipazione a un programma della World Students' Connection. Il gruppo, come confermato dalla Farnesina, è stato trasferito in pullman questa mattina da Dubai alla capitale degli Emirati, dove il personale dell’ambasciata e del consolato generale ne ha seguito le fasi di imbarco, e tra di loro, si apprende da testimonianze raccolte dall’Ansa, ci sono anche ragazzi calabresi, seguiti con apprensione dalle famiglie in Italia. Non solo aerei: un meccanismo di trasferimento via autobus è stato approntato per consentire a chi si trova negli Emirati di raggiungere l’Oman, il cui aeroporto di Mascate è uno degli hub principali attraverso cui stanno transitando i rimpatri; le istruzioni per questi spostamenti, hanno spiegato fonti della Farnesina, vengono comunicate direttamente ai connazionali registrati sull’applicazione "Viaggiare Sicuri" o sul portale dove siamo nel mondo, strumenti che si stanno rivelando fondamentali per una gestione capillare e tempestiva dell’emergenza.

La task force a Mascate e i voli da Roma per assistere i connazionali

Proprio all’aeroporto di Mascate e al confine tra Oman ed Emirati Arabi Uniti è già operativa una task force dell’Unità di crisi, inviata nella notte su disposizione del ministro Tajani d’intesa con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, una squadra composta da diplomatici, funzionari della Farnesina, due Carabinieri, due Finanzieri e un rappresentante della Protezione Civile, con il compito di facilitare i passaggi di frontiera e assistere i connazionali in transito. L’Oman, ha spiegato il ministro, rappresenta in questa fase uno snodo cruciale perché il suo aeroporto è tra i pochi a garantire ancora una parziale operatività, e per questo motivo sono stati programmati voli aggiuntivi: oggi sono previsti due voli commerciali speciali da Mascate verso Roma Fiumicino, che porteranno in Italia circa trecento persone, e un ulteriore volo è già stato calendarizzato per domani, mercoledì 4 marzo, mentre altri due voli di linea Etihad, in partenza da Abu Dhabi nel pomeriggio, sono stati messi a disposizione per riproteggere i passeggeri rimasti a terra nei giorni scorsi.

I 563 italiani bloccati sulla nave da crociera Msc Euribia

Se per i viaggiatori in aeroporto e negli hotel si stanno trovando soluzioni, resta invece più complessa la situazione dei cinquecentosessantatre connazionali bloccati a bordo della nave da crociera Msc Euribia, ferma da tre notti al porto di Dubai a causa della sospensione di tutti i voli e dell’impossibilità per la nave di lasciare l’attracco e affrontare una navigazione in acque considerate a rischio. La compagnia, pur confermando che la situazione a bordo è sotto controllo e che i servizi di assistenza proseguono regolarmente, non è al momento in grado di fornire indicazioni certe sui tempi di rientro dei passeggeri, anche perché le autorità di sicurezza nazionali e internazionali sconsigliano qualunque spostamento nello Stretto di Hormuz, mentre l’associazione Codici, che sta raccogliendo le segnalazioni dei crocieristi, ha chiesto a Msc comunicazioni più puntuali per rispondere all’ansia crescente di chi si trova in una sorta di limbo, assistito ma impossibilitato a muoversi. L’attenzione della macchina diplomatica, fatta di collegamenti costanti tra ambasciate, consolati e compagnie aeree, resta alta anche per questi passeggeri, sebbene le priorità immediate siano legate a chi si trova in strutture ricettive provvisorie e necessita di un rimpatrio rapido via aerea, in un contesto in cui l’intera regione è sconvolta dagli eventi bellici e i cieli rimangono un’incognita.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.