Ternana verso l’asta-bis deserta: poche speranze di salvataggio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Poche ore separano la Ternana dalla seconda asta fallimentare, e le prospettive di salvataggio appaiono sempre più esigue. Nonostante il significativo abbattimento delle cifre necessarie per acquisire il ramo sportivo e garantire la gestione del club umbro, gli imprenditori contattati sembrano restii a presentare offerte entro la scadenza fissata per domani alle 12, in vista dell’asta programmata alle 9 del giorno successivo. L’ombra del fallimento incombe su una società che aveva sperato di evitare la scomparsa, già rinviata in precedenza con la speranza di trovare un acquirente interessato.
Incontri romani e tentativi di rilancio
Il direttore generale Giuseppe Mangiarano ha trascorso la giornata a Roma per incontrare alcuni potenziali investitori, due o forse tre, nel tentativo di stimolare interesse verso l’acquisto della Ternana. Nonostante i colloqui e le rassicurazioni sull’appetibilità del club, le risposte raccolte non lasciano intravedere prospettive concrete. I tentativi di coinvolgere soggetti noti, tra cui figure imprenditoriali già presenti nel mondo calcistico, non hanno prodotto risultati. La seconda asta rischia quindi di ripercorrere il destino della prima, anch’essa deserta, aprendo scenari preoccupanti per la sopravvivenza della società rossoverde.
Bandecchi e il passato alla Ternana
Stefano Bandecchi, fondatore di Unicusano e già presidente della Ternana dal 2019, segue con attenzione gli sviluppi. Dopo l’acquisizione della società nel 2017 e il successivo incarico politico come sindaco di Terni nel 2023, Bandecchi aveva dovuto lasciare il timone del club per incompatibilità di cariche. In queste ore si parla della possibilità di un intervento per rifondare la squadra, come già avvenuto con l’acquisto dell’Orvietana, ma le incertezze restano elevate e le chance di un salvataggio rapido sono limitate. L’interesse del fondatore, sebbene rilevante, non sembra sufficiente a garantire la continuità della società senza ulteriori investitori.
Debiti ridotti, ma scarse prospettive
Negli ultimi giorni, grazie al lavoro della curatela fallimentare e al direttore generale Giuseppe Mangiarano, la Ternana ha visto ridursi sensibilmente la propria posizione debitoria, rendendo teoricamente più accessibile l’acquisizione. Tuttavia, il pessimismo cresce tra gli ambienti vicini al club: nessuna manifestazione di interesse concreta è emersa dai principali imprenditori contattati, da Franco Fedeli a Simone Longarini, né da altri operatori che avrebbero potuto tentare un intervento in extremis. La possibilità che l’asta-bis di venerdì 22 maggio vada deserta sembra ormai concreta, lasciando il club umbro sull’orlo della sparizione sportiva.




