Arresto dell'ingegnere iraniano Abedini, la Corte d'Appello di Milano deciderà sui domiciliari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Entro il 2 gennaio 2025, la Corte d’Appello di Milano dovrà fissare l’udienza per esaminare la richiesta di concessione degli arresti domiciliari a Mohammad Abedini, cittadino iraniano di 38 anni, accusato di cospirazione per aver esportato componenti elettronici per droni dall’America all’Iran e di aver fornito supporto materiale al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, coinvolto in un attacco con droni che ha causato la morte di tre soldati americani in Giordania. La vicenda di Abedini, fermato all’aeroporto di Malpensa il 16 dicembre su richiesta degli Stati Uniti, si intreccia con quella di Cecilia Sala, giornalista detenuta dal 19 dicembre nel carcere di Evin, in Iran, con l'accusa di violazione delle leggi della Repubblica Islamica.

Abedini, che al momento dell'arresto avrebbe dichiarato di essere "un accademico, un uomo di studi, e non un terrorista", è stato fermato in applicazione delle richieste degli Stati Uniti, che lo accusano di aver esportato illegalmente tecnologia per i droni usati dall'Iran per l'attentato alla base militare Usa in Giordania, a gennaio 2024. Il suo avvocato, Alfredo De Francesco, lo ha incontrato nel carcere di Opera martedì mattina, dopo aver depositato istanza per chiedere gli arresti domiciliari, indicando un appartamento a Milano dove ottemperare alla misura.

Abedini, attraverso il suo avvocato, ha fatto sapere di essere molto preoccupato per la sua famiglia e dispiaciuto di trovarsi di fronte a un’accusa che sostanzialmente lo considera al fianco di terroristi. Gli Stati Uniti hanno formalizzato la richiesta di estradizione, mentre la Corte d’Appello di Milano dovrà decidere se concedere gli arresti domiciliari all'ingegnere iraniano, che nega fermamente ogni accusa di terrorismo.

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