Indagato studente ravennate per razzismo e istigazione a delinquere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Digos ha perquisito l'abitazione di uno studente ravennate, coinvolto in un'indagine partita a Milano. L'inchiesta ha avuto origine dal comportamento di un giovane neonazista di origini ucraine, arrestato il 19 marzo scorso per quattro aggressioni avvenute tra le fermate della linea verde Cimiano e Crescenzago, e per lo scasso di auto. Nel cellulare del giovane è stata trovata una chat che ha coinvolto diversi ragazzi in tutta Italia.

Tra gli indagati figura anche uno studente 18enne di Torino, accusato di incitamento alla violenza per motivi razziali. L'indagine della Digos di Milano è scattata dopo l'arresto del minore ucraino, responsabile di aggressioni nei confronti di cittadini stranieri e tentati furti su auto in sosta. La chat, denominata "Seconda generazione Skinhead", univa dieci ragazzi, due maggiorenni e otto minorenni, indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Nel decreto di perquisizione della procura di Milano si legge che nella chat venivano postati contenuti nazionalsocialisti, suprematisti, razzisti e antisemiti, con continui incitamenti alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali ed etnici. Tra gli indagati c'è anche un 16enne di Mirano, trovato in possesso di armi, mazze da baseball e simboli nazisti nella sua cameretta. La polizia meneghina ha scoperto il profilo del giovane veneziano monitorando le chat, che lo collegavano a uno dei principali indagati milanesi.

L'inchiesta sui nuovi suprematisti bianchi ha portato alla luce una rete di giovani coinvolti in attività di propaganda e violenza, con l'obiettivo di diffondere ideologie estremiste e razziste.

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