Rossella Brescia, a Verissimo il dolore per il padre e l'addio a Cannito: "Una porta in faccia"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con una sincerità che non ammetteva filtri, Rossella Brescia ha affrontato il racconto di un periodo personale segnato da due distacchi profondamente diversi, ma ugualmente laceranti, nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo. La ballerina, il cui sorriso non è venuto meno nonostante i colpi ricevuti, ha dipinto un quadro intimo in cui il lutto familiare e la fine di una relazione sentimentale si intrecciano, lasciando sul campo una profonda difficoltà a fidarsi.
Il vuoto lasciato dal padre e una "estate difficile"
Il cuore del suo racconto, come spesso accade, batte per un'assenza che va ben oltre la sfera pubblica. Rossella Brescia si è commossa, infatti, ricordando il padre, scomparso pochi mesi fa dopo una lunga battaglia contro l'Alzheimer, una malattia che lentamente consuma i ricordi e i legami. "Mi manca poterlo abbracciare", ha confessato, condensando in poche parole tutto il peso di quella mancanza. La perdita, del resto, non è stata isolata, configurandosi piuttosto come un evento che ha ampliato una ferita già aperta: "È stata un'estate difficile. Ho perso un pezzo della mia famiglia", ha spiegato, riferendo come alla dipartita del padre siano seguite, in un breve arco di tempo, anche quelle delle zie.
La fine con Luciano Cannito e la sfiducia eredità
Se la morte del genitore rappresenta un dolore con cui, pur nella sua enormità, si è costretti a imparare a convivere, ben diversa è la ferita provocata dalla fine della relazione con il coreografo Luciano Cannito, annunciata nel corso del 2024. Brescia non ha usato mezzi termini per descrivere quell'esperienza, definendola senza remore "una vera porta in faccia", un'espressione che evoca un rifiuto brutale e inaspettato. Quel gesto, che lei ha vissuto come un tradimento della fiducia riposta, ha prodotto una conseguenza tangibile nella sua vita emotiva: "Forse sono io che non mi apro al mondo", ha ammesso, lasciando intendere come quell'episodio abbia eretto barriere difensive.
Il desiderio di un compagno e l'ombra della diffidenza
La narrazione della ballerina, però, non è solo un bilancio di chiusure, ma lascia intravedere anche un timido spiraglio di desiderio. "Forse adesso mi piacerebbe avere una persona che veramente mi stia al fianco", ha rivelato, aggiungendo subito dopo un "però non lo so" che tradisce tutta l'insicurezza del momento. La contraddizione è lampante e umanissima: da un lato emerge la voglia di ricostruire un legame affettivo solido, dall'altro persiste l'incapacità, del tutto comprensibile, di affidarsi a qualcuno dopo lo choc subito. "Quando prendi proprio così una porta in faccia è difficile ricominciare", ha ribadito, chiarendo come quella esperienza abbia minato le fondamenta stesse della sua capacità di fiducia. La sua dichiarazione più netta, "piuttosto sto da sola", suona quindi non come una scelta di vita definitiva, ma come l'unica posizione di sicurezza possibile in una fase di convalescenza emotiva, durante la quale il pensiero corre spesso alla figura rassicurante del padre.




