Maltempo in Calabria, il ciclone Jolina mette in ginocchio la regione tra allagamenti e alberi caduti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La perturbazione, battezzata Jolina e giunta dopo giorni di annunci e bollettini meteo via via sempre più preoccupanti, ha fatto il suo ingresso sulla Calabria già dalla serata di ieri, intensificandosi poi nelle ore successive fino a trasformare la notte in un susseguirsi di interventi per i Vigili del Fuoco. Le piogge, diffuse e persistenti su gran parte del territorio regionale, hanno richiesto l'opera delle squadre di soccorso soprattutto nelle province di Catanzaro e Cosenza, laddove il vento e l'acqua hanno creato le situazioni di criticità più significative. Sebbene il numero complessivo delle chiamate, attestatosi intorno alla sessantina, non abbia fatto registrare un'impennata fuori dalla media per un evento di questa portata, sono la natura e la concentrazione dei disagi a delineare il quadro di una regione messa a dura prova. Alberi pericolanti, alcuni dei quali sono finiti su carreggiate e aree pubbliche, infiltrazioni d'acqua negli edifici, piccoli smottamenti che hanno interessato strade secondarie e arterie di comunicazione: il copione è quello tipico delle ondate di maltempo, ma con una diffusione capillare che ha tenuto in apprensione diverse zone.

Nel catanzarese e nel cosentino la macchina dei soccorsi al lavoro senza sosta

La mole più consistente di lavoro, per gli operatori, si è concentrata proprio nelle due aree urbane e nei rispettivi hinterland. Nel catanzarese, dove gli interventi portati a termine hanno superato la trentina mentre una ventina erano ancora in corso di esecuzione nelle prime ore del mattino, le criticità principali sono state rappresentate dai locali allagamenti e dalle infiltrazioni d'acqua che hanno costretto i residenti a chiedere l'intervento dei pompieri. A questi si sono aggiunti alcuni piccoli smottamenti del terreno, conseguenza diretta di un terreno già saturo che non riusciva più ad assorbire le precipitazioni incessanti; disagi concreti si sono registrati anche alla viabilità, come nel caso di un'autovettura rimasta bloccata all'interno di un sottopasso, un episodio che ha inevitabilmente provocato rallentamenti e code in ingresso alla città. Sul versante cosentino, invece, l'attenzione si è focalizzata non solo sugli alberi pericolanti, come quello rimosso in piazzetta Spezzano, ma anche su alcuni danni causati direttamente dalle raffiche di vento che hanno preso di mira le strutture allestite per la tradizionale Fiera di San Giuseppe. In viale Parco, alcuni gazebo espositivi sono stati danneggiati, un duro colpo per gli ambulanti che proprio in questi giorni attendevano l'afflusso di visitatori, ma la furia del vento non ha risparmiato neppure gli impianti tecnici: a Mendicino, un incendio ha distrutto ventiquattro contatori Enel, un rogo probabilmente innescato da un sovraccarico della rete elettrica causato dall'acqua e dalle raffiche.

L'allerta resta alta mentre le scuole chiudono i battenti in molti comuni

La consapevolezza che il peggio potrebbe non essere ancora alle spalle ha indotto la Protezione Civile, in stretta collaborazione con il centro funzionale multirischi dell'Arpacal, a mantenere un livello di allerta arancione per l'intera giornata. Un avviso, questo, che ha spinto diverse amministrazioni comunali a optare per la chiusura preventiva degli istituti scolastici di ogni ordine e grado; una misura, quella della didattica sospesa, adottata non solo a Catanzaro e a Cosenza, ma anche a Reggio Calabria, a Vibo Valentia e in una miriade di altri centri minori, nel tentativo di limitare al massimo gli spostamenti della popolazione e prevenire possibili rischi. I temporali, che nella notte hanno mostrato tutta la loro forza, non accennano a dare tregua e le previsioni parlano di una perturbazione che continuerà a insistere sulla regione, alimentata da venti che soffiano con intensità da burrasca. Le raffiche, provenienti dai quadranti orientali, stanno già sollevando un mare molto mosso che potrebbe riservare nuove sorprese lungo le coste, mentre la pioggia, caduta copiosa soprattutto nelle zone interne e sui rilievi, ha già portato alcuni corsi d'acqua a innalzare sensibilmente il loro livello, come documentato da più parti.

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