Lavoro, ad agosto occupati in lieve calo ma 291mila sull'anno
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Redazione Economia
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Il mercato del lavoro italiano continua a muoversi su livelli storicamente elevati, ma il passo è cambiato. Ad agosto 2026 gli occupati sono 24 milioni e 352mila, in diminuzione di 5mila unità rispetto a luglio ma in crescita di 291mila su base annua. È il quarto mese consecutivo di frenata, come certificano i dati provvisori diffusi dall'Istat. Nello stesso mese crescono le persone in cerca di occupazione, 48mila in più sul mese e 129mila in più sull'anno, mentre cala il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, 21mila in meno rispetto a luglio e 381mila in meno su base annua.
Tassi in movimento
Il tasso di occupazione scende al 63,0%, in flessione di 0,1 punti sul mese, mentre il tasso di disoccupazione sale al 6,2%, con un aumento di 0,2 punti. Il tasso giovanile, quello che riguarda la fascia 15-24 anni, tocca il 20,3%, in rialzo di 0,6 punti. Il tasso di inattività cala al 32,7%, minimo dal 2004. La crescita delle persone in cerca di lavoro, rileva l'Istat, è legata all'aumento di chi entra nel mercato: uomini, donne e tutte le classi d'età sono coinvolti da questo movimento.
La composizione dell'occupazione mostra un quadro in trasformazione. I dipendenti permanenti sono 16 milioni e 669mila, in crescita, mentre calano sia i dipendenti a termine, 2 milioni e 391mila, sia gli autonomi, 5 milioni e 292mila. Sul fronte anagrafico, l'aumento degli occupati rispetto ad agosto 2025 interessa gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni; diminuiscono invece gli occupati tra i 15-24enni e i 35-49enni. Il tasso di occupazione su base annua guadagna 0,6 punti.
Il nodo dei divari
Francesco Seghezzi, presidente di ADAPT, legge i numeri con attenzione alla struttura più che alla fotografia mensile. «Il mercato del lavoro continua a tenere, ma non possiamo più parlare della crescita sostenuta che abbiamo visto negli anni scorsi», spiega. «Rispetto ad agosto 2025 ci sono 291mila occupati in più, ma nell'ultimo mese siamo sostanzialmente fermi e anche guardando al trimestre la crescita è di appena 40mila unità». Il riferimento è al confronto tra il trimestre giugno-agosto 2026 e quello precedente, marzo-maggio, che registra un aumento di 40mila occupati.
Il calo degli inattivi, secondo Seghezzi, non va letto soltanto in negativo. «In un anno abbiamo 129mila disoccupati in più, ma contemporaneamente 381mila inattivi in meno», osserva. «Una parte delle persone che prima non lavorava e nemmeno cercava un'occupazione oggi è tornata a cercarla. È un segnale di maggiore partecipazione al mercato del lavoro». Resta però il nodo dei divari. Il tasso di occupazione maschile è al 71,6%, quello femminile al 54,3%: quasi 17,3 punti di distanza.
«Possiamo avere record occupazionali, ma finché resta un divario di oltre 17 punti tra uomini e donne è difficile considerare risolto il problema della partecipazione al lavoro in Italia», dice il presidente di ADAPT.
Sul fronte generazionale, gli over 50 aumentano di 367mila unità in un anno, mentre tra i 15-24enni l'occupazione è praticamente ferma. «La componente demografica è fondamentale per interpretare questi numeri», sottolinea Seghezzi. «Non possiamo leggere l'aumento degli over 50 e la diminuzione delle altre fasce senza considerare che sta cambiando la struttura della popolazione italiana». Tra i 35 e i 49 anni gli occupati diminuiscono di 122mila unità, un dato che va depurato dall'effetto demografico per essere compreso appieno.
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