Chiara Petrolini nei guai per i neonati morti a Parma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Chiara Petrolini, la studentessa ventiduenne arrestata per il caso dei neonati trovati morti nel giardino della villetta dove viveva a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma, potrebbe vedere aggravarsi la sua posizione giudiziaria. Dall'autopsia sui resti del primo dei due neonati, infatti, è emerso che il bambino potrebbe essere stato vivo alla nascita. Le relazioni medico-legali, depositate dai consulenti nominati dalla Procura di Parma, indicano che la causa del decesso del neonato non è da ascriversi a una morte ante partum.

I resti del piccolo, riesumati dopo più di un anno di sepoltura sotto una trentina di centimetri di terra, presentano quasi esclusivamente ossa, senza strutture molli o tessuti cartilaginei. Nonostante ciò, gli esperti, tra cui il medico legale Valentina Bugelli e l'antropologa forense Francesca Magli, hanno delineato un quadro in cui il neonato sarebbe nato alla quarantesima settimana di gestazione.

La giovane, già accusata di aver ucciso e sepolto due figli nel giardino della villetta dove viveva con i genitori, potrebbe ora affrontare l'accusa di duplice omicidio. Le analisi sui resti del primo neonato, infatti, suggeriscono che il bambino fosse vivo al momento del parto, contrariamente a quanto inizialmente ipotizzato.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Parma, proseguono per chiarire ulteriormente le circostanze della morte dei due neonati. Gli inquirenti stanno anche valutando la possibilità che Chiara Petrolini abbia avuto un complice.

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