Justin Timberlake, il video dell’arresto per guida in stato di ebbrezza diventa pubblico nonostante la battaglia legale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono trascorsi quasi due anni da quella notte di giugno a Sag Harbor, quando una pattuglia della polizia locale fermò una BMW che sbandava tra le eleganti strade degli Hamptons, ma l’eco mediatico di quell’episodio si riaccende oggi con la diffusione ufficiale delle immagini catturate dalle bodycam degli agenti. Le registrazioni, rese pubbliche nella giornata di ieri dal giornale locale The Sag Harbor Express, documentano per la prima volta in forma integrale – seppur con alcune porzioni oscurate per tutelare la privacy – i momenti successivi al fermo del cantante Justin Timberlake, avvenuto il 18 giugno 2024 con l’accusa di guida in stato di ebbrezza.

La pubblicazione del materiale, che si estende per circa otto ore di riprese complessive, segna la conclusione di una dura battaglia legale intrapresa dal team dell’artista per impedire che quelle immagini vedessero la luce. I legali di Timberlake avevano intentato una causa contro il Comune di Sag Harbor sostenendo che il filmato ritraeva la popstar «in uno stato di estrema vulnerabilità» e che la sua diffusione avrebbe causato un «danno grave e irreparabile» alla reputazione del loro assistito, esponendolo al ridicolo pubblico e a molestie. Nel ricorso, gli avvocati avevano sottolineato come il video contenesse dettagli intimi relativi all’aspetto fisico, al comportamento e alla performance durante i test di sobrietà, elementi che – a loro dire – non rispondevano ad alcun interesse pubblico legittimo.

L’esito dei test di sobrietà e il dialogo con gli agenti nelle immagini della bodycam

Nel video, la cui pubblicazione è stata concordata dopo un accordo tra le parti che ha previsto una versione parzialmente censurata, si osserva Timberlake mentre tenta di eseguire i classici test sul campo richiesti dagli agenti: camminare in linea retta tallone-punta e mantenere l’equilibrio su una gamba sola. Le immagini mostrano il cantante in evidente difficoltà; in più di un’occasione, mentre cerca di seguire le istruzioni degli ufficiali, lo si sente ammettere il proprio stato d’animo. «Sono un po’ nervoso», confessa in un passaggio, aggiungendo poco dopo: «Questi sono test davvero difficili, mi batte forte il cuore». Alla richiesta degli agenti sul motivo della sua presenza nella zona, l’artista, che all’epoca si trovava impegnato in un tour mondiale, risponde in modo confuso: «Sono in tour. È difficile da spiegare. Sono Justin Timberlake».

Il fermo era scattato dopo che i poliziotti avevano notato l’auto del cantante sbandare e ignorare un segnale di stop nel centro della cittadina balneare. Dagli atti processuali emerse in seguito che gli agenti avevano riferito di aver percepito un forte odore di alcol provenire dall’abitacolo e di aver notato gli occhi rossi e vitrei del conducente. Nonostante il tentativo della difesa di bloccare la divulgazione, sostenendo che il filmato non avesse alcuna rilevanza per la comprensione delle operazioni di polizia, il giudice non ha accolto le istanze, portando infine a un compromesso per la messa in onda di una versione ridotta delle registrazioni.

La conclusione del procedimento giudiziario e le conseguenze per la popstar

Il procedimento penale legato a quell’arresto si era già concluso nel settembre del 2024 con un patteggiamento che ha ridotto l’accusa iniziale per guida in stato di ebbrezza – un reato minore – a una violazione del codice della strada di natura non penale. Come parte dell’accordo, Timberlake si è impegnato a pagare una multa di 500 dollari, a svolgere tra le 25 e le 40 ore di servizi alla comunità e a subire una sospensione della patente di guida per 90 giorni. Inoltre, è stato obbligato a registrare un annuncio di pubblica utilità sui pericoli della guida in stato di ebbrezza, un elemento tipico di questi accordi volto a sensibilizzare l’opinione pubblica.

La pubblicazione delle immagini arriva dunque dopo una lunga trattativa che ha visto contrapposti il diritto alla riservatezza dell’artista e le richieste di accesso agli atti da parte dei media, formalizzate ai sensi della legge sulla libertà di informazione. Nelle ultime settimane, prima del rilascio ufficiale, il tribunale aveva concesso una temporanea sospensione della divulgazione per consentire alle parti di trovare un accordo sulle modalità di oscuramento delle parti più sensibili. Con il deposito congiunto di venerdì scorso, gli avvocati di Timberlake hanno infine riconosciuto che la versione editata del video «non costituisce un’invasione ingiustificata della privacy» secondo quanto previsto dalla normativa statale, spianando la strada alla pubblicazione.

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