Pamela Anderson porta l'arcobaleno al Lido: i look che sfidano il grigio di Venezia 83
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il grigio della pioggia sul Lido si cancella in un attimo quando sul red carpet compare Pamela Anderson. Non è una metafora, ma la cronaca di quello che è successo in questi giorni alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, dove l’attrice ha trasformato ogni apparizione in una dichiarazione cromatica e stilistica.
Per la prima del film Place to Be, in programma mercoledì 9 settembre, la Anderson ha puntato su una scelta netta e luminosa: un abito d’archivio giallo oro firmato Carolina Herrera, proveniente dalla collezione prêt-à-porter primavera 2019 disegnata da Wes Gordon.
Il modello, caratterizzato da una scollatura off-shoulder arrotondata, maniche lunghe e uno strascico fluido che la seguiva sul tappeto rosso, rappresenta un omaggio a un preciso momento creativo della maison, quello in cui Gordon muoveva i primi passi come direttore creativo ridefinendo i codici classici del brand con un’inaspettata leggerezza.
Un guardaroba che sfida la malinconia
La scelta del giallo acceso non è un episodio isolato, ma si inserisce in una precisa strategia visiva che ha accompagnato l’intera permanenza veneziana. Prima di quella serata, l’attrice aveva già calcato il red carpet con un abito arancione satinato accompagnato da una stola abbinata, indossato in occasione del gala amfAR, dove ha ricevuto l’Award of Courage.
La palette vivace non si è limitata ai toni caldi: tra gli altri look sfoggiati al Lido compaiono un abito midi in chiffon azzurro con stampa a limoni e fiocchi sulle spalle, perfettamente inscrivibile in quell’estetica “garden core” fatta di tessuti leggeri e trasparenze, e una longuette in chiffon lilla abbinata a una maxi blusa svolazzante, il tutto impreziosito da accessori animalier che spezzano la delicatezza dell’insieme con un guizzo inatteso.
Il completo che ribalta il minimalismo
Se i vestiti leggiadri e i colori saturi sembrano appartenere alla cifra stilistica più riconoscibile della Anderson, è stato il look scelto per lo sbarco al Lido a rivelare una natura camaleontica che forse non tutti le riconoscevano. L’attrice è arrivata a Venezia indossando un completo giacca-pantalone nero, un capo apparentemente minimale e classico, ma trasformato da una camicia bianca dai dettagli volutamente eccentrici.
Il collo della camicia, infatti, univa elementi apparentemente inconciliabili come il jabot con rouches e la levallière con fiocco e sciarpina, creando un punto focale di personalità che sovvertiva le regole del minimalismo più ortodosso. A completare il quadro, grandi occhiali da sole neri mai rimossi e un portamento che rendeva il look misterioso e, al tempo stesso, ironicamente divertito.
Il volto nudo come firma di stile
Elemento trasversale a ogni apparizione veneziana è la scelta di presentarsi senza un filo di trucco. Quella che anni fa sarebbe sembrata un’anomalia per una diva hollywoodiana, e che ancora oggi rappresenta una rarità sui tappeti rossi, per la Anderson è diventata una firma identitaria prima ancora che estetica. La sua decisione di rinunciare a cosmetici e filtri, abbracciata ormai da qualche anno come una forma di ribellione agli standard imposti, si traduce in un volto che mostra rughe, pigmentazioni e segni del tempo senza nasconderli.
Il beauty look essenziale, con capelli portati dietro le orecchie, riga centrale e punte mosse, si intona ai completi e agli abiti senza mai competere con essi, trasformando la rinuncia al make-up in un esercizio di stile coerente e, secondo la stessa attrice, liberatorio.
Place to Be e il ritorno sul grande schermo
L’occasione veneziana è legata alla presentazione di Place to Be, film diretto da Kornél Mundruczó e scritto da Kata Wéber, presentato Fuori Concorso. La pellicola, un road movie che prende le mosse da un piccione smarrito entrato dalla finestra dell’appartamento della protagonista, vede Ellen Burstyn nei panni di Brooke Graham, una donna di 93 anni decisa a preservare la propria autonomia contro le aspettative dei figli.
La Anderson interpreta Molly, la figlia che, insieme al fratello Ron (Murray Bartlett), vorrebbe accompagnare la madre verso una sistemazione più protetta, vivendo il suo rifiuto come una frattura. Nel cast figura anche Taika Waititi, nei panni di Nelson, l’uomo che Brooke incontra lungo il viaggio da Chicago a New York e con il quale nasce un legame affettivo profondo, descritto dalla stessa Burstyn come una forma d’amore che non necessita di una componente sessuale per esistere.
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