Terrore all'Ospedale di Foggia: medici e infermieri barricati per sfuggire a un'aggressione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sera del 4 settembre, l'Ospedale Riuniti di Foggia è stato teatro di un episodio di violenza inaudita. Medici, infermieri e operatori sanitari si sono trovati costretti a barricarsi in una stanza del blocco operatorio per sfuggire alla furia di circa cinquanta persone, tra parenti e amici di una giovane paziente deceduta durante un intervento chirurgico. La ragazza, una 23enne di Cerignola, è morta in circostanze ancora da chiarire, scatenando la rabbia dei suoi cari.

Il video dell'accaduto, girato da uno degli operatori sanitari, mostra scene di terrore: il personale visibilmente scosso tenta di rinforzare la porta con il mobilio per evitare che gli aggressori possano entrare. Questo episodio mette in luce un problema sempre più frequente negli ospedali italiani: la violenza contro il personale sanitario.

Matteo Bassetti, direttore del reparto di malattie infettive del San Martino di Genova, ha espresso il suo sostegno ai colleghi aggrediti, condannando fermamente l'assalto e richiamando la politica alle proprie responsabilità. Bassetti ha sottolineato come episodi di questo tipo siano in aumento e come sia necessario un intervento deciso per garantire la sicurezza di chi lavora negli ospedali.

La situazione di Foggia non è un caso isolato. Negli ultimi anni, si sono moltiplicati gli episodi di violenza contro medici e infermieri, spesso causati da frustrazione e disperazione dei pazienti e dei loro familiari.

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