Conte ribadisce le sue condizioni: "A Napoli sto bene, ma senza mezzi è un massacro"
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Redazione Sport
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Dopo la vittoria contro il Monza, che ha riportato il Napoli in vetta alla classifica a pari merito con l’Inter, Antonio Conte è tornato a parlare del suo futuro con toni che lasciano poco spazio all’interpretazione. «Mi sono integrato benissimo, la mia famiglia pure, si mangia alla grande e c’è sempre il sole», ha detto sorridendo ai microfoni di Dazn, quasi a sottolineare quanto l’ambiente partenopeo gli sia congeniale. Ma il discorso, inevitabilmente, è scivolato sulle condizioni necessarie per restare. «Se non mi danno le armi, diventa un massacro. E io non voglio essere massacrato l’anno prossimo».
Le sue parole, pronunciate già alla vigilia e che avevano provocato la replica del presidente Aurelio De Laurentiis, suonano come un ultimatum. Conte non intende ripetere un’esperienza in cui le risorse – quelle che definisce «mezzi» – non siano all’altezza delle sue ambizioni. «Chi mi prende deve lottare per vincere», ha aggiunto, lasciando intendere che, senza garanzie, la separazione sia inevitabile. Un concetto ribadito anche in conferenza stampa, dove ha parlato di «gambe pesanti» quando si lotta per obiettivi «inaspettati e inimmaginabili».
La vittoria al Monza, ottenuta grazie a un colpo di testa di Scott McTominay al 72’, ha interrotto una serie negativa in trasferta durata 91 giorni. Un successo sofferto, contro una squadra che nel finale del primo tempo ha sfiorato il vantaggio con Castrovilli, ma che riaccende la corsa allo scudetto. Eppure, nemmeno i tre punti hanno placato l’allenatore salentino, il quale ha preferito concentrarsi sulle criticità piuttosto che sulle celebrazioni.
Quello che emerge è un Conte consapevole di aver spinto il Napoli oltre i limiti previsti – «se a inizio anno qualcuno avesse detto che avremmo lottato con l’Inter, lo avrebbero internato» – ma anche determinato a non farsi carico di una situazione che, senza adeguati rinforzi, rischierebbe di compromettere la sua reputazione. «Non sono stupido», ha ripetuto, come a sottolineare che non accetterà compromessi.




