Mercedes GLB 2026, l'elettrica spaziosa punta sulla nuova piattaforma
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Dopo aver rinnovato la gamma con la CLA, la casa tedesca presenta la seconda generazione della GLB, un'operazione che non si limita a un semplice restyling ma che interviene in profondità sulla meccanica, condividendo con la berlina la nuova architettura modulare. Il modello, che si colloca come proposta alternativa e più pratica rispetto alla GLC, mantiene quell'impronta robusta e quella silhouette quasi da fuoristrada in miniatura che ne hanno caratterizzato il successo, ma da oggi tutto ciò che sta sotto la carrozzeria è radicalmente diverso e concepito per l'elettrico. L'annuncio, in una location d'eccezione tra le montagne austriache, ha segnato il debutto ufficiale di una vettura che amplia la sua offerta tecnologica e di spazio, aprendo gli ordini in vista delle prime consegne previste per la prossima primavera.
Le novità tecniche e l'offerta di lancio
La transizione verso la mobilità a zero emissioni, che la casa di Stoccarda sta perseguendo con decisione, trova nella nuova GLB un interprete di primo piano, almeno nelle intenzioni della compagnia. Le versioni iniziali, infatti, sono esclusivamente elettriche e si basano sulla piattaforma Mercedes Modular Architecture, la stessa che sostiene la recente CLA. All'avvio, i clienti potranno scegliere tra due configurazioni: la GLB 250+, che con un motore da 272 cavalli promette un'autonomia di oltre 630 chilometri, e la più performante GLB 350 4Matic. Quest'ultima, dotata di due motori elettrici e della trazione integrale, sviluppa una potenza complessiva di 408 cavalli, garantendo prestazioni vivaci senza rinunciare alla praticità d'uso che è sempre stato un tratto distintivo del modello. Nonostante il focus attuale sia tutto sull'elettrico, la casa ha già comunicato che in un secondo tempo completerà la gamma con varianti ibride, rispondendo a un mercato che ancora mostra esitazioni di fronte alla sola propulsione a batteria.
Ingombri maggiorati e filosofia progettuale
L'adozione della piattaforma MMA, oltre a dettare i ritmi della parte meccanica, ha avuto un impatto diretto e significativo sulle dimensioni della vettura. La nuova GLB, infatti, cresce in lunghezza fino a toccare i 4,73 metri, guadagnando quasi cinque centimetri rispetto alla generazione precedente, la quale era commercializzata con la denominazione EQB nel caso delle versioni a batteria. Sono aumentati, seppur di pochi centimetri, anche la larghezza e l'altezza, contribuendo a rafforzare la presenza su strada del compatto SUV. Il design, che alcuni definiscono una sorta di "baby Classe G" dai volumi ammorbiditi, non tradisce l'eredità ricevuta: il frontale si mantiene verticale, il parabrezza è ripido e i passaruota sono ben marcati. L'allungamento del passo, in particolare, non solo migliora l'abitabilità interna ma contribuisce a donare al veicolo proporzioni più bilanciate e una silhouette ancor più stabile e sicura di sé.
Spazio e abitabilità per sette persone
La crescita delle dimensioni esterne, del resto, non è fine a se stessa ma è finalizzata a ottimizzare lo spazio abitabile, che rappresenta il vero cavallo di battaglia di questa proposta. La vocazione pratica della GLB si esprime nella capacità, unica nella sua categoria, di ospitare fino a sette passeggeri grazie alla configurazione a tre file di sedili. Una soluzione, questa, che la rende particolarmente appetibile per le famiglie numerose o per chi necessita di grande versatilità senza dover ricorrere a veicoli di taglia superiore. L'allestimento interno, come di consueto per il marchio, pone l'accento sulla qualità dei materiali e sull'integrazione tecnologica, con gli schermi del sistema di infotainment che dominano il piano di guida. I prezzi di listino, che partono da poco meno di 60.000 euro per la versione di ingresso, posizionano il modello in un segmento premium, giustificato dall'ampia dotazione e dalle innovazioni proposte.




