Sanremo, la notte delle cover tra balletti, emozioni e qualche rischio tecnico
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Redazione Interno
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Sul palco dell’Ariston, per la quarta serata del settantaseiesimo Festival di Sanremo, è andata in scena la tradizionale gara delle cover e dei duetti, un appuntamento che, come sempre, mescola generazioni e generi musicali in un caleidoscopio di suoni e immagini. La conduzione, affidata a Carlo Conti e Laura Pausini, ha visto quest’oggi la partecipazione di Bianca Balti nel ruolo di co-conduttrice, mentre tra il pubblico e sul palco si sono alternati volti noti dello spettacolo, da Francesca Fagnani a Belen Rodriguez, e la sorpresa, fino all’ultimo tenuta nascosta dietro lo pseudonimo di “mister X”, del comico napoletano Alessandro Siani, ospite e conduttore a sorpresa di una porzione della serata.
I trenta big in gara, come da regolamento, si sono cimentati in rivisitazioni di brani celebri del panorama italiano e internazionale, affiancati da uno o più ospiti, in un susseguirsi di esibizioni che hanno offerto al pubblico dell’Ariston e a quello da casa momenti di puro intrattenimento, ma anche qualche incertezza tecnica emersa già durante le prove generali. Il meccanismo di voto, che per l’occasione vede il televoto pesare per il trentaquattro per cento e le giurie della sala stampa e delle radio per il trentatré ciascuna, ha reso la competizione serrata, sebbene il risultato di questa specifica gara non influisca sulla classifica finale del Festival, rappresentando piuttosto un premio nella serata.
Dalle hit internazionali ai classici della musica italiana, un mosaico di generi sul palco
L’avvio della maratona musicale è stato affidato a Elettra Lamborghini, che insieme alle spagnole Las Ketchup ha riportato all’Ariston le atmosfere leggere e orecchiabili di “Aserejé”, un brano che ha fatto ballare l’Europa all’inizio degli anni Duemila, con una coreografia che ha coinvolto una quindicina di ballerini, nonostante qualche problemino logistico emerso nelle fasi di prova. Subito dopo, Eddie Brock ha condiviso il palco con Fabrizio Moro per “Portami via”, un’esibizione che ha puntato tutto sull’alchimia interpretativa e sulla solidità emotiva del pezzo, senza stravolgerne l’impianto originale.
La serata ha poi proseguito con Mara Sattei e Mecna in “L’ultimo bacio”, omaggio a Carmen Consoli che dalla sala stampa è stato giudicato corretto ma privo di quel guizzo capace di lasciare il segno in una competizione tanto affollata, raccogliendo un cinque in pagella durante i preascolti. Sul fronte delle emozioni più raffinate, Patty Pravo, accompagnata dal ballerino Timofej Andrijashenko, ha offerto la sua interpretazione di “Ti lascio una canzone” di Gino Paoli, mentre Levante e Gaia hanno dato vita a una versione al femminile di “I maschi” di Gianna Nannini, portando sul palco una carica interpretativa notevole.
Accoppiate inedite e omaggi alla tradizione, dalla tv alla comicità
Uno dei momenti più chiacchierati della serata è stato senza dubbio il duetto tra Fulminacci e la giornalista Francesca Fagnani, che hanno rivisitato “Parole parole” di Mina e Alberto Lupo, trasformando il palco in un salotto mediatico dove la parola detta e quella cantata si sono intrecciate in un gioco di specchi tra musica e televisione. Sul versante più pop e nostalgico, le Bambole di Pezza hanno duettato con Cristina D’Avena in “Occhi di gatto”, portando l’infanzia di molti telespettatori direttamente all’Ariston, mentre Dargen D’Amico, insieme a Pupo e al sassofonista Fabrizio Bosso, ha proposto “Su di noi”, un classico della musica leggera italiana arricchito dalla potenza del fiati.
Non sono mancati i momenti di puro spettacolo musicale, come l’esibizione di LDA e Aka7even con il mitico Tullio De Piscopo, il cui assolo di batteria in “Andamento lento” ha letteralmente infiammato il teatro, con una messa in scena che ha coinvolto dodici ballerini e che dalle prove aveva già ottenuto un ottimo otto e mezzo. E ancora, Raf ha coinvolto i The Kolors in una versione rivitalizzata di “The riddle”, mentre J-Ax, circondato dalla Ligera County Fam, ha reso omaggio alla comicità milanese di Cochi e Renato con “E la vita, la vita”, un’esibizione che durante le prove aveva mostrato qualche difficoltà di equilibratura vocale.
Voci che emozionano e qualche incertezza, il bilancio di una serata di transizione
Tra le performance più apprezzate dalla critica presente in sala stampa, sulla base di quanto emerso dai preascolti, spiccano quelle di Arisa, che con il Coro del Teatro Regio di Parma ha offerto una versione intensa e costruita con cura di “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, e quella di Ditonellapiaga con TonyPitony, il cui numero su “The lady is a tramp” è stato definito un vero e proprio show teatrale, valso a entrambi un nove in pagella. Di segno opposto, invece, il giudizio su Mara Sattei, come detto, e su J-Ax, le cui performance sono parse meno incisive.
La serata, insomma, ha confermato la natura ibrida di questo appuntamento, sospeso tra la celebrazione della memoria musicale e la voglia di sperimentare accostamenti inediti, a volte riusciti, a volte meno. Con la finale ormai alle porte, gli artisti hanno offerto al pubblico un assaggio delle loro capacità interpretative al di fuori dei propri brani, in una lunga notte all’insegna della musica che, per stasera, ha messo in secondo piano la gara vera e propria per lasciare spazio alla pura celebrazione del repertorio.




