Il Psg vola in finale, ma Parigi brucia: 127 fermi e una notte di guerriglia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La matematica, si sa, non sempre racconta l’anima di una partita. Ma nel calcio moderno, che vive di calcoli e di cinismo tattico, il pareggio per 1-1 ottenuto dal Paris Saint-Germain sul campo del Bayern Monaco assume i contorni di una piccola impresa strategica.

I campioni in carica, forti del 5-4 dell’andata, hanno gestito il vantaggio con la spregiudicatezza di chi non ha paura di soffrire, centrando l’accesso alla seconda finale consecutiva di Champions League (l’appuntamento è per il 30 maggio a Budapest contro l’Arsenal).

Eppure, mentre in Baviera i parigini esultavano per il 6-5 complessivo, nella capitale francese esplodeva una notte di violenza che rischia di offuscare l’ennesimo trionfo sportivo del club di proprietà qatariota. repubblica +3

A decidere le sorti del match, sostanzialmente, è stata la qualità dei singoli nell’uno contro uno. Dopo appena tre minuti, giusto il tempo di prendere le misure a un Allianz Arena resa irrespirabile dalla pressione ambientale, il Psg ha trovato il varco giusto.

Kvaratskhelia, scatenato come non mai, ha servito un assist al bacio per Dembelé; quest’ultimo, lasciato inspiegabilmente solo nel cuore dell’area, non ha avuto difficoltà a infilare la rete sotto la traversa. corriere +3

Un vantaggio, quello firmato dall’ex attaccante del Barcellona, che di fatto metteva al tappeto le speranze dei bavaresi, costretti a segnare quattro reti per ribaltare l’eliminazione.

Luis Enrique, che nei giorni precedenti era stato criticato per la fase difensiva della sua squadra, ha risposto sul campo con una lezione di pragmatico immobilito: la sua squadra ha abbassato il baricentro, ha raddoppiato sistematicamente sulle fasce e ha chiusuto ogni pertugio, limitando il potenziale offensivo di Kane (poi a segno solo nel recupero) e dei suoi compagni. oasport +3

“E’ festa grande”: caroselli e benzina sulle strade di Parigi

Tornando in Francia, la narrazione cambia radicalmente registro. Ciò che doveva essere una semplice notte di baldoria popolare si è trasformato in un caso di ordine pubblico.

Al fischio finale dell’arbitro, un boato ha accompagnato i festeggiamenti in Place de la Concorde e sugli Champs-Élysées, nonostante il divieto di assembramento imposto dalla Prefettura proprio per scongiurare episodi di intolleranza.

I tifosi, molti dei quali sprovvisti di biglietto per la trasferta in Germania, hanno invaso le strade con caroselli di auto e scooter, ma anche con razzi e petardi. corriere +3

La situazione – come era prevedibile – è rapidamente degenerata. Alcuni gruppi di facinorosi, mescolati ai sostenitori festanti, hanno iniziato a lanciare oggetti contro le forze dell’ordine, dando vita a veri e propri scontri urbani.

Cassonetti della spazzatura sono stati incendiati lungo i marciapiedi, creando colonne di fumo visibili a chilometri di distanza, mentre la polizia rispondeva con cariche e gas lacrimogeni per disperdere la folla che tentava di forzare i cordoni di sicurezza nelle zone interdette al traffico. calcionews24 +3

Un bilancio pesante: 127 fermi e un ferito grave

Il bilancio fornito dalle autorità, al termine di una notte bollente, è eloquente e restituisce la dimensione reale degli scontri. Dopo ore di guerriglia urbana, le forze dell’ordine hanno identificato e fermato 127 persone a Parigi e nei comuni limitrofi.

A questi si aggiungono almeno 34 feriti, di cui uno in condizioni definite gravi (secondo quanto riportato dal prefetto Laurent Nuñez) e una ventina di agenti rimasti contusi nel tentativo di sedare gli animi. calcionews24 +3

La capitale francese torna così a fare i conti con il lato oscuro del tifo organizzato. Il pensiero corre inevitabilmente alla finale dello scorso anno, quando la vittoria sulla squadra di Inzaghi era già stata macchiata da episodi simili, seppur con una minore intensità distruttiva.

Questa volta, il livello di tensione sembra essersi alzato pericolosamente, lasciando sul tappeto un’immagine ben poco edificante per una città che si appresta a vivere una nuova, caldissima, notte europea tra poche settimane. repubblica +3

Un monito per il futuro? La lezione di Palmeri sul campo

Mentre la polizia passava al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili dei lanci, il giornalista Tancredi Palmeri offriva una chiave di lettura diametralmente opposta a quella dello "spettacolo senza difese" tanto decantato alla vigilia.

Commentando la semifinale, l’opinionista ha liquidato come “cagate” le critiche rivolte alla retroguardia del Psg, sottolineando come Luis Enrique, da granitico furbo quale è, abbia costruito il passaggio del turno proprio sulla capacità di distruggere il gioco avversario. oasport +3

“Si sono guardati bene dal replicare gli stessi errori”, ha spiegato Palmeri, riferendosi ai nove gol subiti nelle due gare di andata e ritorno. La sua analisi si è concentrata sull’abilità del tecnico spagnolo nell’abbassare il baricentro, creando densità a centrocampo e togliendo fiato alle ali bavaresi.

Una vittoria, quella del Psg, figlia dell’arte di difendersi in squadra, un concetto che forse, in queste ore di caos e violenza sulle strade di Parigi, rischia di passare tragicamente in secondo piano. calcionews24 +3

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