Norovirus ai Caraibi, la Caribbean princess sotto assedio dei sintomi: oltre cento passeggeri contagiati

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’incanto di una crociera nei Caraibi si è trasformato, per oltre un centinaio di persone, in un’esperienza segnata da nausea, vomito e diarrea: a bordo della Caribbean Princess, nave partita dalla Florida lo scorso 28 aprile, le autorità sanitarie statunitensi hanno certificato un focolaio di norovirus che, al momento della rilevazione, aveva già colpito 102 passeggeri e 13 membri dell’equipaggio. Il dato, diffuso dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), fotografa una situazione di emergenza sanitaria contenuta numericamente – si parla di circa il 3% delle oltre tremila persone a bordo – ma clinicamente significativa, data l’alta contagiosità del patogeno e la sua capacità di propagarsi rapidamente negli spazi confinati, come appunto quelli di una nave da crociera.

I numeri del contagio e la risposta dei Cdc

Secondo il bollettino ufficiale, i sintomi gastrointestinali accusati dai passeggeri – tra cui vomito e diarrea, accompagnati spesso da nausea – sono stati ricondotti senza ambiguità al norovirus, un agente virale noto per la sua resistenza nell’ambiente e per la facilità con cui si trasmette per via oro-fecale, attraverso superfici contaminate o il contatto diretto. Dei 3.116 viaggiatori presenti al momento del focolaio, 102 hanno sviluppato il quadro clinico tipico, mentre tra i membri dell’equipaggio – un microcosmo di lavoratori a stretto contatto con gli ospiti – si contano 13 contagiati. Il CDC, che monitora costantemente le epidemie a bordo delle navi battenti bandiera statunitense, non ha ancora reso noto l’esatto momento in cui è stato attivato il protocollo di isolamento, né se il focolaio sia in fase di riduzione.

Dalla Florida ai Caraibi, la rotta dell’epidemia

La *Caribbean Princess* era salpata da Port Everglades, in Florida, e stava navigando verso le rotte caraibiche quando i primi casi di vomito e diarrea hanno allertato l’infermeria di bordo. L’equipaggio, come previsto dai piani di emergenza sanitaria, ha provveduto a isolare i malati e a intensificare le procedure di sanificazione delle aree comuni, dalle sale da pranzo ai teatro alle piscine. Un dettaglio, quest’ultimo, che rivela la difficoltà logistica di gestire un’epidemia in mare: le stesse manovre di pulizia, se eseguite in modo affrettato, rischiano di risultare inefficaci contro un virus che, come il norovirus, richiede disinfettanti specifici a base di cloro. Il rientro della nave è previsto a Port Canaveral per l’11 maggio, data in cui i passeggeri ancora asintomatici potranno finalmente sbarcare.

Le infezioni in crociera, un capitolo ricorrente della sanità navale

Il caso della *Caribbean Princess* non rappresenta un unicum, bensì l’ennesimo episodio di una casistica ben nota agli epidemiologi: le linee guida dei CDC contengono un’intera sezione dedicata al “Vessel Sanitation Program”, nato proprio per ridurre l’incidenza di gastroenteriti acute a bordo. Il norovirus, in particolare, è temuto per la sua capacità di sopravvivere per giorni su superfici come corrimano, pulsanti degli ascensori e maniglie, trasformando la nave in un amplificatore di contagio. Nonostante le procedure standard prevedano la segnalazione immediata alle autorità sanitarie del porto di destinazione, il dato di 115 contagiati complessivi (passeggeri più equipaggio) è già stato ufficialmente trasmesso dai Cdc, che continueranno a monitorare l’evoluzione fino all’attracco.

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