Biella e Gaza: le proteste per la Palestina si organizzano nelle piazze

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un ristretto gruppo di delegati del coordinamento biellese per la Palestina libera ha incontrato ieri il prefetto Elena Scalfaro, consegnando un documento che racchiude le istanze indirizzate al governo. L’incontro, che si è svolto su esplicita richiesta della Prefettura stessa per evitare un corteo di grandi dimensioni, ha visto la partecipazione di pochi militanti i quali, con una procedura defilata rispetto ai consueti clamori delle piazze, hanno accompagnato i loro portavoce fino all’ingresso dell’edificio. La modalità scelta, sebbene inusuale per un movimento che fa della visibilità la sua forza, ha permesso una trasmissione diretta delle richieste, tra le quali spicca un netto rifiuto all’invio di armamenti.

Critiche alla gestione israeliana degli aiuti e il caso della Flotilla di terra

Parallelamente all’azione istituzionale biellese, le critiche alla gestione israeliana degli aiuti umanitari a Gaza trovano nuovo alimento in una denuncia che riguarda la cosiddetta Flotilla di terra. Un’organizzazione non governativa ha riferito di come il Cogat, l’ente israeliano che coordina l’accesso dei beni di prima necessità nella Striscia, abbia bloccato l’ingresso di pacchi contenenti biscotti, miele e marmellata. La motivazione addotta, che definisce questi alimenti “troppo energetici per donne e bambini”, ha sollevato perplessità tra gli operatori del settore, i quali vedono in simili disposizioni un ostacolo ulteriore al già complicato flusso dei soccorsi.

Mobilitazione permanente: accampamenti in 100 piazze per Gaza

Proprio in solidarietà alla Flotilla e alla popolazione di Gaza, è stata quindi proclamata una mobilitazione permanente che prevede, a partire da oggi, l’allestimento di accampamenti in cento piazze principali di altrettante città. L’iniziativa, annunciata da un’ampia coalizione che include l’Unione sindacale di base, il global movement for Gaza e associazioni di palestinesi in Italia, si propone di mantenere alta l’attenzione in vista della manifestazione nazionale convocata per il 4 ottobre a Roma. Lo “stato di agitazione permanente”, dichiarato nelle scorse ore, rappresenta la risposta immediata a quanto viene percepito come un attacco alla libertà di espressione e di solidarietà.

L'obiettivo: superare i numeri della marcia di Genova

L’obiettivo dei promotori è chiaramente quello di superare ampiamente i numeri della grande marcia di Genova dello scorso 31 agosto, che aveva portato in strada decine di migliaia di persone. La strategia punta a coinvolgere una pluralità di soggetti, come emerso anche durante una recente fiaccolata che ha visto convergere partecipanti di diversa estrazione verso un unico momento di raccoglimento. Questa volontà di unità d’intenti, che accomuna realtà sindacali e non solo, cerca di costruire una presenza costante e visibile, la cui eco possa riverberarsi oltre i confini nazionali.

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