Caldo record, l'anticiclone Pluto non molla: weekend a 40 gradi, bollino rosso in 21 città
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Redazione Salute
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L’Italia è stretta nella morsa di un caldo anomalo, che non accenna a placarsi e trasformerà il weekend in un inferno di afa e temperature da record. L’anticiclone africano, ribattezzato Pluto, continua a rinforzarsi, spinto da correnti subtropicali che faranno schizzare lo zero termico a quote mai raggiunte prima. Secondo 3B Meteo, le colonnine di mercurio toccheranno i 40 gradi all’ombra in diverse città, mentre le notti si annunciano "tropicali", con valori che difficilmente scenderanno sotto i 25 gradi.
La situazione più critica si registrerà al Sud, dove Taranto potrebbe sfiorare i 40°C, seguita da Agrigento, Firenze, Oristano, Pistoia, Prato, Siracusa e Terni, tutte a 39 gradi. Ma anche il Centro-Nord non sarà risparmiato: Foggia, Frosinone, Grosseto, Matera e Ragusa viaggeranno tra i 38 e i 37 gradi, mentre Roma, Arezzo, Caserta e altre città del Nord vedranno termometri stabilmente sopra i 36°C.
Il Ministero della Salute ha già innalzato l’allerta a livello 3 – il massimo, contrassegnato dal bollino rosso – per 17 città oggi, destinate a diventare 21 entro domenica. Le condizioni di emergenza mettono a rischio soprattutto anziani, bambini e persone con patologie croniche, per i quali il calore eccessivo può rivelarsi letale. Le autorità raccomandano di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, idratarsi costantemente e prestare attenzione ai primi segnali di malori.
Antonio Sanò, fondatore de iLMeteo.it, conferma che l’ondata di calore persisterà ancora a lungo, complici l’espansione di Pluto verso Nord Europa e l’assenza di perturbazioni in grado di interrompere la stabilità atmosferica. Tra fine giugno e inizio luglio, l’anticiclone raggiungerà addirittura la Scandinavia, toccando Scozia, Norvegia e Svezia con temperature insolitamente elevate per quelle latitudini.
Intanto, nelle città italiane, il cemento amplifica l’effetto dell’afa, rendendo invivibili anche gli spazi urbani dopo il tramonto. Le cosiddette "notti tropicali", con minime sopra i 22-23 gradi, impediscono al corpo di riprendersi dallo stress diurno, aumentando il rischio di colpi di calore. Se da un lato i climatologi sottolineano come questi fenomeni siano sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale, dall’altro la Protezione Civile monitora la situazione, pronta a intervenire in caso di blackout o emergenze sanitarie.
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